Un mese alla maturità, parlano gli studenti: “Noi ‘quelli del 2020′”

Quelli del 2020 saranno maturandi di un ciclo che passerà alla storia per le straordinarie circostanze in cui arriverà a compimento. Ecco come si sentono
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – I maturandi del 2020 come i laureati del ’68 o come i ragazzi del ’99 e del ’46? Avvantaggiati o pionieri? Sfavoriti o scoraggiati? Abbiamo chiesto ad alcuni di loro come si sentono e come stanno vivendo questo periodo pre-maturità. Ma abbiamo anche chiesto a docenti e dirigenti di incoraggiare i maturandi di un ciclo che passerà alla storia per le straordinarie circostanze in cui arriverà a compimento.

“Io vedo ad esempio mio fratello che mi dice che tanto passerò e che sarà facile- racconta Ilaria dell’istituto ‘Avogadro’ di Torino-. Sinceramente mi sembra che siano gli altri a sminuire il nostro lavoro pensando solo a quello che non faremo, cioè gli scritti. A me questo fa molta rabbia perchè io so che non sarà davvero sminuito il mio lavoro, anzi, e infatti non mi sento avvantaggiata. Alla fine anche noi come tutti gli altri verremo valutati per quello che abbiamo fatto e per quello che sapremo dimostrare- aggiunge Ilaria-. Non vedo l’ora che finisca, voglio che passi ma anche che vada al meglio”.

LEGGI ANCHE: Azzolina: “Maturità in presenza dal 17 giugno, bocciatura solo in casi estremi”

“Ci ho riflettuto molto su come mi fa sentire questa maturità- confessa con pacatezza Lorenzo, compagno di Ilaria-. In un primo tempo mi dicevo che questa maturità non sarebbe mai stata considerata come quella degli altri anni, anche se comunque né io né nessuno possiamo farci qualcosa se le cose sono andate così. Ora, se da una parte riconosco che l’esame sia molto ridotto rispetto all’anno scorso, dall’altra dico che la mole di studio c’è, molti insegnanti hanno approfondito il programma e quindi l’orale potrebbe essere anche più impegnativo perché probabilmente riguarderà più argomenti. Insomma, la difficoltà rimane, altrochè una passeggiata”.

Caterina del liceo ‘Minghetti’ risponde a distanza ai ‘colleghi’ torinesi: “Noi resteremo sempre quelli del 2020, a prescindere dal voto. E quando diremo di esserci maturati nel 2020 ci faranno sempre una smorfia. Qualcuno mi ha detto: ‘Sarete come i laureati del ’68’. Quindi sì, mi scoccia che non sia una maturità vera, però penso che l’assenza degli scritti ci avvantaggi in qualche modo; io personalmente vado molto più forte nell’orale ad esempio, e poi anche il fatto di studiare da casa mi avvantaggia perché abito lontano da scuola e così ho molto più tempo e meno stress”.

LEGGI ANCHE: Maturità, Villani (Sip): “Rispettando le regole sarà in piena sicurezza”

Come Caterina la pensa anche Vittoria del liceo ‘Beccaria’ di Milano: “Secondo me siano in tanti a pensare che l’esame, fatto così, perda un po’ della sua dignità. Però credo che sarebbe un errore pensare ‘allora quelli del 2020 saranno meno preparati’. Questo no perchè comunque, alla fine, dipende da noi. Personalmente- prosegue Vittoria- mi sento avvantaggiata dalla mancanza degli scritti, ad ogni modo sto studiando tanto e come me sono sicura anche tantissimi altri, ma penso a chi ha fatto fatica con le videolezioni e mi dico che forse per loro non sarà tanto più facile”.

Carlo Braga, dirigente scolastico bolognese dell’istituto ‘Salvemini’ di Casalecchio di Reno, per i suoi studenti ha parole di ammirazione: “Io vorrei dire ai miei studenti maturandi di non sentirsi sminuiti, anzi. Io credo che saranno ricordati come coloro i quali saranno stato in grado di mettersi in gioco in tempi brevissimi, nonostante tutto. L’impegno che hanno profuso è stato ancora maggiore a quello necessario in presenza”, prosegue il dirigente di un istituto in cui studenti e docenti sono stati attivissimi nel portare avanti, anche a distanza, assemblee e progetti che hanno integrato il monte ore di lezioni settimanali fissato dal Consiglio d’istituto, talvolta persino superandolo. 

All’emergenza sanitaria si sono aggiunte anche emergenze individuali, psicologiche e motivazionali a cui i ragazzi hanno saputo fare fronte con assiduità, senso di responsabilità, grande capacità di adattamento e una flessibilità non comune. Sappiate perciò una cosa- conclude rivolgendosi a maturandi e maturande- conta il percorso: non sarà un esame più facile, non preoccupatevi di questo, ma sarà stato anche un percorso più difficile che voi avete affrontato con autonomia e consapevolezza, cosa che secondo me deve essere riconosciuta anche nella fase valutativa finale. Quindi, alla fine, è di voi che dovrete essere fieri”.

LEGGI ANCHE: Scuola, Azzolina: “No al 6 politico, pronti 1,5 miliardi per ripartire”

Così anche Silvia Stretti, docente di lettere e vicepreside del liceo ‘Volta’ di Milano. Il gruppo dirigente del liceo di via Benedetto Marcello, guidato dal preside Domenico Squillace, già in tempi non sospetti si è pubblicamente esposto a favore di un esame di maturità in presenza. “Qualche giorno fa parlavo con tre dei nostri maturandi che mi dicevano proprio questo: prof, vogliamo rientrare a scuola perchè ci sembra che ci sia stato tolto qualcosa di importante. Ecco perché noi ci stiamo attrezzando per garantirglielo ai nostri 200 maturandi, sperando che ce la faremo”.

“Per me- continua la vicepreside- questi ragazzi sono la generazione pioniera di un tipo di scuola che comunque dovremo tutti imparare di più a conoscere e vivere. Come i ragazzi del ’99, o i ragazzi del ’46, anche questa generazione avrà una sua unicità proprio perchè ha vissuto un’esperienza unica. Insomma, carpe diem”.

“Gli studenti che si impegneranno in questa situazione dimostreranno un più di autenticità, della propria motivazione e un più di serietà che a mio avviso saranno riconosciute- è l’opinione di Alessandra Bertolotto, docente di lettere del liceo ‘D’Oria’ di Genova- anche perché questi ragazzi avranno scontato le difficoltà di una preparazione affidata in parte maggiore all’autonomia dello studente. L’esame, secondo me, sarà ugualmente impegnativo, anzi forse di più, perciò il mio consiglio è quello che vale sempre: preparatevi seriamente”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

17 Maggio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»