Amnesty denuncia: “L’Italia vende ancora armi all’Egitto”

E' "urgente che le Camere chiedano al Governo di chiarire queste esportazioni", chiede Giorgio Beretta, analista dell'Osservatorio permanente sulle armi leggere
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ROMA – “Anche all’inizio del 2016 le vendite di armi italiane all’Egitto sono continuate: queste forniture vanno sospese immediatamente”. Lo ha dichiarato all’agenzia DIRE Riccardo Noury, portavoce nazionale di Amnesty International Italia, intervistato in occasione della conferenza prevista per oggi pomeriggio a Roma “La repressione della società civile in Egitto”.

A confermare le parole di Noury, il dato reso noto oggi dall’Istat e diffuso da Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere (OPAL) di Brescia. “Nel mese di febbraio 2016 ci sono state esportazioni di ‘parti e accessori’ per pistole e revolver per un valore complessivo di 12.916 euro: si tratta con ogni probabilità di parti di ricambio o aggiuntive, come i caricatori, di quelle 30mila pistole inviate nel 2014 dall’Italia alle forze di sicurezza del regime di Al Sisi”.

“Nonostante le restrizioni decise dall’Unione europea – dichiara Beretta all’agenzia DIRE- va evidenziata l’ipocrisia del Governo che nella Relazione sulle esportazioni di materiali militari recentemente inviata alle Camere afferma di aver applicato anche all’Egitto gli embarghi e le restrizioni commerciali decise in sede comunitaria. E’ perciò urgente che le Camere chiedano al Governo di chiarire queste esportazioni“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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