ROMA – La devastazione del ciclone Harry al Sud, il caso Giusi Bartolozzi, la politica estera e il ricordo di Giovanni Amendola, simbolo dell’antifascismo. Vediamo di cosa si è discusso in aula questa settimana.
Partiamo dal Sud.
La Camera ha approvato il decreto maltempo, un pacchetto da circa 116 milioni di euro per Calabria, Sardegna e Sicilia, territori messi in ginocchio dalle tempeste di gennaio. C’è anche la nomina di un commissario straordinario per la frana di Niscemi. È un tentativo di burocrazia agile per zone che non possono più aspettare; ora la sfida è trasformare i fondi in cantieri prima del prossimo temporale. Il provvedimento è passato con i voti della maggioranza e l’astensione delle opposizioni.
Spostiamoci sul fronte giudiziario col caso Giusi Bartolozzi.
A Montecitorio la maggioranza è riuscita ad alzare un muro intorno all’ex capo di gabinetto del ministro Nordio. Con uno scarto di 47 voti, l’aula ha approvato il conflitto di attribuzione davanti alla Consulta per il cosiddetto caso Almasri. La maggioranza sostiene che sull’ipotesi di reato deve esprimersi il Tribunale dei ministri, sottraendo il fascicolo alla Procura di Roma. Centrodestra e opposizioni si sono scontrate da posizioni decisamente opposte.
Martedì pomeriggio la politica estera ha fatto irruzione in aula. Donald Trump ha gelato Roma definendo Giorgia Meloni “senza coraggio” per la sua linea sull’Iran. Un attacco frontale che ha prodotto un effetto paradosso alla Camera: il “fronte della solidarietà”. Elly Schlein ha infatti difeso la premier, ribadendo che l’Italia non accetta minacce esterne, mentre Meloni ha replicato seccamente rivendicando “nessuna sudditanza”.
Quella tra Trump e Meloni non è l’unica frattura che si è consumata questa settimana. Palazzo Chigi ha deciso di bloccare il rinnovo automatico dell’accordo di cooperazione sulla difesa tra Italia e Israele. Un cambio di registro che ha infiammato le opposizioni, che hanno chiesto a Meloni di spiegare in aula la scelta.
Spazio anche alla memoria storica mercoledì a Montecitorio. La Camera ha ricordato Giovanni Amendola, a cent’anni dalla morte avvenuta nel 1926 in seguito alle brutali aggressioni delle squadre fasciste. Leader dell’opposizione e anima della secessione dell’Aventino, Amendola è stato un martire dell’antifascismo e un giornalista eccezionale. Fondò il Mondo, il quotidiano dalle cui pagine, per quattro anni, finché non fu soppresso dal regime fascista, denunciò gli orrori di Benito Mussolini. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha ricordato come il suo sacrificio resta un pilastro della nostra libertà di stampa e di pensiero.




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