giovedì 21 Maggio 2026

Evita il carcere fingendo una paraparesi degli arti inferiori

Aveva continuato a scontare la sua condanna a 26 anni per traffico internazionale di droga ai domiciliari, ma la polizia ha scoperto che la patologia era in realtà simulata

PALERMO – Nel 2012 la Commissione medica superiore dell’Inps di Trapani lo aveva dichiarato invalido al 100% e per questo aveva continuato a scontare la sua condanna a 26 anni per traffico internazionale di droga ai domiciliari, ma la polizia ha scoperto che la ‘paraparesi grave degli arti inferiori con compromissione della marcia’ da lui dichiarata era in realtà simulata e che per undici volte l’uomo aveva lasciato i domiciliari per andarsi a rifornire di droga. Una volta scoperto, però, con un ordine del tribunale di sorveglianza che disponeva per lui il rientro in carcere, il protagonista della storia è fuggito da Mazara del Vallo alla volta della Spagna, dove è rimasto nascosto per diversi mesi.

La fuga si è conclusa però con il rientro in Sicilia: l’uomo, una volta giunto a Palermo, è stato bloccato e ora si trova in carcere. le indagini, condotte dagli agenti del commissariato di Mazara del vallo e delle squadre mobili di Trapani e Palermo, hanno così posto fine all’inganno messo in atto da un 49enne di Mazara: una storia fatta di simulazione di invalidità, evasioni seriali e fuga all’estero. L’uomo era stato condannato in via definitiva nel 2011 per traffico internazionale di droga ma un anno dopo aveva ottenuto i domiciliari perché aveva dimostrato di essere diventato invalido permanente e di non essere in grado di muoversi senza l’ausilio di una sedia a rotelle.

In questo modo aveva anche ottenuto l’invalidità civile e l’indennità di accompagnamento. La polizia, però, ha iniziato a pedinarlo, scoprendo che in realtà il 49enne era in grado di alzarsi autonomamente dalla sedia a rotelle, percorrere le scale e guidare addirittura un’auto. Nel corso delle evasioni dagli arresti domiciliari, inoltre, si recava spesso ad acquistare droga. Una volta scoperto, la procura di Marsala ha chiesto per lui il ritorno in carcere: provvedimento che lo ha indotto a fuggire in Spagna ma la fuga è durata soltanto alcuni mesi.

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