BERGAMO – “L’Assemblea nazionale, come sempre quando ci sono momenti di confronto in Ali, è stato un momento davvero profondo rispetto alla lungimiranza e alla prospettiva di una pianificazione amministrativa che deve trovare dei cardini di carattere politico associativo: è così che noi garantiamo la funzione che svolgiamo”. Lo ha detto all’agenzia Dire il segretario generale di Ali-Autonomie locali italiane, Valerio Lucciarini De Vincenzi. Lucciarini ha evidenziato “tre aspetti tra tutti: Europa, investimenti e aree interne. Quindi innanzitutto città al centro della dimensione europea, perché c’è tanto bisogno di riconoscersi come Comuni europei. E poi c’è tanto bisogno di continuare questa esperienza del Pnrr, e quindi investimenti che possano determinare una pianificazione all’altezza del compito di un Comune che è quello di essere il front office istituzionale per i cittadini nelle comunità. L’altro aspetto è relativo all’area interna: c’è stata la riclassificazione dei criteri per i Comuni montani, il cosiddetto decreto Calderoli; noi abbiamo attivato un’iniziativa di contrasto molto forte non solo dal punto di vista politico ma anche dal punto di vista di procedimenti, sostenendo attraverso il nostro ufficio legislativo un’azione di carattere legale che possa appunto proteggere questi Comuni che non si ritrovano più con dei criteri di cui beneficiavano e che davano sostenibilità sociale, economica e ambientale alle tematiche dell’area interna”.
Per gli Enti locali, quindi “le priorità- ha sottolineato Lucciarini- sono tantissime. Una di carattere strategico è quella di guardare all’Agenda 2030 come un riferimento, una bussola in grado di poter coprire e configurare il Documento unico di programmazione con dei riferimenti certi che sono quelli dello sviluppo sostenibile, che come ricordiamo sempre non coinvolgono soltanto l’aspetto ambientale ma anche quelli istituzionale, economico e sociale. E poi c’è una priorità relativa agli investimenti: o si capisce che un Comune deve essere in grado di gestire e quindi di governare i processi attraverso una gettata di investimenti che i Comuni possono poi determinare, oppure il problema avrà una ricaduta continua e costante. Questi sono i problemi maggiori che emergono dalla nostra Assemblea, poi ce ne sono tanti altri su cui abbiamo un aspetto di consuetudine quotidiana che ci consente di individuarli e contrastarli con l’azione che mettiamo in campo”.





Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google


