COLOMBIA. OGNI ORA UNO STUDENTE A RISCHIO, MA C’È SPERANZA A MEDELLÍN
Ogni ora in Colombia è messa a rischio la vita di uno studente o di un insegnante: lo stima il Norwegian Refugee Council, secondo cui, a causa dei conflitti armati nel Paese, nel 2025 le scuole sono state coinvolte in almeno 83 assalti ed episodi di violenza. In questo contesto assume ancora più valore l’esperienza della casa-famiglia Mamá Margarita, nella città di Medellín. “L’educazione integrale a Casa Mamá Margarita permette alle bambine e alle adolescenti, immigrate o comunque in situazione di estrema vulnerabilità, di trasformare le loro vite e vedere riconosciuti i propri diritti”, sottolinea la direttrice, suor Milena Lopez Jimenez. “La formazione come buone cristiane e oneste cittadine consente loro di diventare donne capaci di realizzare i propri sogni e progetti”. Nella casa-famiglia sono accolte più di 150 bambine e ragazze. La struttura è gestita dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica: una scelta che non costa nulla e può sommarsi al 5xmille. Un contributo può essere devoluto anche a Vides, organizzazione della rete salesiana, sostenitrice di Casa Mamá Margarita.
PACE. PAX CHRISTI: DISARMARE IL CUORE, DISARMARE GLI IMPERI
“Disarmare il cuore, per disarmare gli imperi”: questo il filo conduttore dell’assemblea nazionale del movimento Pax Christi. Gli incontri si sono tenuti a Roma in giorni di inquietudine, per la tenuta della tregua in Iran, il destino del Libano e anche le critiche del presidente americano Donald Trump a papa Leone XIV. Antonio De Lellis, coordinatore di Pax Christi: “In questo periodo di riarmo, di corsa al riarmo, abbiamo pensato che mettere al centro il disarmare significasse anche declinarlo attraverso i vari livelli, per disarmare le relazioni, la Chiesa, l’informazione, l’economia, l’ambiente, a partire però da un disarmo del cuore”.
COOPERAZIONE. OCSE: AIUTI ALLO SVILUPPO -23%, È CROLLO GLOBALE
Gli aiuti allo sviluppo forniti ai Paesi più vulnerabili nel mondo hanno registrato tra il 2024 e il 2025 un calo record di oltre il 23 per cento, il più grande di sempre. Decisivi i tagli ai fondi da parte di Stati Uniti, Francia, Germania, Giappone e Regno Unito. I dati sono certificati dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Guarda anche all’Africa, Stephan Exo-Kreischer, direttore per l’Europa di One Campaign, un’organizzazione non-profit con vocazione internazionale: “Se l’Europa vuole avere un ruolo guida, deve investire. Altrimenti, non solo perderà la guerra del ‘soft power’ contro Cina e Russia, ma perderà anche l’Africa come partner”.
PIANO MATTEI. L’APPELLO DELLE ORGANIZZAZIONI CONTADINE AFRICANE
“Dal lancio del Piano Mattei non c’è stata alcuna concertazione perché le ong italiane ci dicevano che non erano informate; questo non va bene”. E’ un monito quello di Mamadou Cissokho, maestro di scuola elementare, autore e figura di riferimento per le organizzazioni contadine del Senegal e della regione del Sahel. Oggi rappresenta la Rete delle organizzazioni contadine africane (Roppa). La sua testimonianza è condivisa con Azione Terrae, un’alleanza di sette ong italiane. In primo piano rischi e opportunità derivanti dal Piano Mattei, un’iniziativa del governo di Roma, da valutare nell’ottica della sovranità alimentare e dei beni comuni. “Se davvero con questo Piano si vuole proporre una trasformazione delle attività agro-silvo-pastorali, che coinvolgono più del 60 per cento della popolazione”, sottolinea Cissokho, “è necessario poter avere un dialogo costruttivo”.



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