sabato 12 Settembre 2026

La lettera di Luciana Littizzetto al piccolo Enea: “Tua madre non ti ha abbandonato, ti ha affidato”

A Che Tempo Che Fa l'attrice tratta il tema dell'affidamento che la tocca da vicino, essendo madre affidataria di due figli

ROMA – “Tua madre non ti ha abbandonato, ti ha affidato”, spiega Luciana Littizzetto in una toccante lettera scritta per il piccolo Enea, il bimbo che nel giorno Pasqua è stato trovato nella Culla per la Vita della clinica Mangiagalli di Milano. Il caso, di cui si è tanto parlato nei giorni scorsi, ha aperto un acceso dibattito, creando anche polemiche, come quelle che si è attirato Ezio Greggio per il suo appello rivolto alla madre del piccolo a fare un passo indietro.

Luciana Littizzetto, che è madre affidataria di due figli, ieri sera a Che Tempo Che fa ha voluto affrontare l’argomento rivolgendosi proprio a Enea. “La tua mamma, dopo averti tenuto per la pancia per 9 mesi ha pensato che saresti stato meglio lontano da lei. Credo che questa decisione le sia costata molto cara. Sai Enea? – chiarisce Littizzetto al piccolo – Così ti ha lasciato in una Culla per La Vita, a Milano. Ce ne sono tante in Italia, più di una per regione. Funzionano così: appena la mamma depone il bambino in quella cuccia calda scatta un sensore collegato con l’ospedale più vicino, che allerta i medici che agiscono subito. Per questo non credere mai a quelli che dicono che la tua mamma ti ha abbandonato . Non ti ha abbandonato, ti ha affidato. Sono due verbi molto diversi. Quando sarai grande lo capirai. Abbandonare significa mettere in pericolo, fregarsene di ciò che avverrà dopo. Affidare è avere così tanta fiducia nell’altro da chiedergli di custodire ciò che si ha di più a cuore. Le mani di mamma hanno incontrato altre mani. È stata una catena d’amore. In Italia capita a 400 bambini l’anno e la maggior parte trova una nuova famiglia già dall’ospedale”.

https://twitter.com/chetempochefa/status/1647696926454984709

IL TESTO DELLA LETTERA

Caro Enea, bel cicciottino di 2 kg e mezzo, cucciolo di specie umana, super-millenial, classe 2023. Piccolo avannotto che dai le tue prime bracciate nel mare tempestoso della vita.

Perché la tua mamma dopo averti tenuto nella sua pancia per nove mesi ha pensato che saresti stato meglio lontano da lei. Credo che questa decisione le sia costata molto cara, sai Enea. Così ti lasciato in una culla per la vita a Milano.

Le culle per la vita non ci sono solo a Milano sai. Ci sono in tante città d’Italia. Ci sono a Napoli, Varese, Parma, Padova, Firenze e Roma. Più di una in ogni regione. E funzionano così: Appena la mamma appoggia il bambino in quella piccola cuccia calda scatta un sensore collegato con l’ospedale più vicino che allerta i medici che intervengono subito.

Per questo non credere mai a quelli che dicono che la tua mamma ti ha abbandonato. Non ti ha abbandonato, ti ha affidato. Son due verbi molto diversi sai…quando crescerai lo capirai.

Abbandonare significa mettere in pericolo, fregarsene di cosa succederà dopo, vuol dire che non te ne importa niente.

Affidare invece è diverso. È avere così tanta fiducia nell’altro da chiedergli di custodire la cosa che più ti sta a cuore.

Semplicemente le mani di mamma hanno incontrato altre mani. È stata una catena d’amore Enea caro.

Non succede solo a te sai. Pensa che in Italia capita a 400 bambini all’anno. E la maggior parte trova una nuova famiglia già dall’ospedale.

Sai, per noi adulti la vita è un casino e a volte siamo costretti a fare cose che non vorremmo. Sembra strano dirlo a te che di settimane su questa terra ne hai così poche ma ti assicuro che più invecchi più le cose si complicano.

Non so come mai la tua mamma l’abbia fatto e se vogliamo davvero rispettarla non dobbiamo neanche chiedercelo. Al contrario. Dobbiamo custodire il suo segreto con rispetto, silenzio e soprattutto compassione.

Sappi comunque che mamma, con il suo gesto pieno di amore e di dolore, ha messo in moto una catena di protezione che nei decenni in Italia abbiamo reso sempre più forte…

E che parte dagli ospedali, fino ad arrivare ai tribunali dei minori, agli assistenti sociali, ai genitori affidatari, a quelli adottivi.…

E questa catena sta dentro una cosa che si chiama Stato e serve apposta per tutelare i diritti di tutti, neonati, bambini, mamme e papà perduti e fragili. Famiglie tradizionali e famiglie non tradizionali.

Perché non è vero che la società non esiste. Esiste eccome. E dobbiamo fidarci di lei.

Porti un nome importante, Enea, il nome di un signore fuggito da una città in fiamme per cercare una nuova vita e una nuova casa… la stessa cosa è capitata a te… quell’altro Enea ce l’ha fatta, sono sicura che ce la farai anche tu.

Ti auguro di diventare tutto ciò che si sogna da bambini: astronauta, calciatore, Harry Potter, pilota di Ferrari, dentista di Leoni in Africa, rockstar come i Maneskin…sosia di Chiattillo o mimo ai semafori.

Sono certa che avrai al tuo fianco una mamma e un papà al 100% che ti ameranno moltissimo. Ti ameranno un botto. Non dubitarne mai neanche un secondo.

Purtroppo la vita a volte somiglia alla scuola guida: le partenze in salita sono difficili, certo, ma se impari a farle, poi non ti spaventa più nulla.

Benvenuto pulcino di Pasqua. Ti riempiamo di baci. Luciana.

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