Ue, Castaldo (M5s): “Da Lega e Forza Italia voto contro l’Italia”

Fabio Massimo Castaldo (M5S), vicepresidente del Parlamento europeo, che, intervistato dalla 'Dire'
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ROMA – “Hanno votato in Europa contro questo emendamento molto importante, depositato dai Verdi, Forza Italia e la Lega, noi invece lo abbiamo fortemente sostenuto perche’ chiedeva l’emissione di nuovi Bond condivisi, cioe’ di una prima forma di eurobond, nei quali si andava a mutualizzare il debito e il rischio” sottolinea Fabio Massimo Castaldo (M5S), vicepresidente del Parlamento europeo, che, interpellato dalla ‘Dire’, attacca: “Faccio fatica a capire come chi dice di essere un partito sovranista, legato quindi all’interesse nazionale e che dice prima gli italiani, possa votare contro gli italiani e contro l’interesse del paese“.

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Il pentastellato osserva: “Abbiamo sentito spiegazioni surreali: dicono di essere sempre stati contrari agli eurobond e quindi di essere coerenti, ma io ho trovato un’intervista del 28 novembre dello scorso anno dell’ex viceministro Garavaglia della Lega, che chiedeva addirittura di coniugare gli eurobond con la revisione del Mes“.

Insomma dal centrodestra in Europa e’ arrivato “un voto contro l’Italia, e invece di chiedere scusa persistono in questa linea”.

Il 23 aprile si deve arrivare ad un accordo ambizioso, altrimenti l’intero progetto europeo rischia di crollare, perche’ questa non e’ una crisi passeggera o un incidente di percorso, qui se sbagliamo la forza della risposta rischiamo di entrare in una recessione devastante che fara’ crollare i livelli occupazionali, e quindi i redditi, la domanda interna e mettera’ in ginocchio l’intero apparato produttivo”. Lo sottolinea Fabio Massimo Castaldo(M5S), vicepresidente del Parlamento europeo, nella videointervista all’agenzia ‘Dire’.

“E’ stato calcolato che ogni mese di lockdown- osserva- ci puo’ costare 3 punti di PIL, un colpo fortissimo alla nostra capacita’ produttiva”. Quindi “serve una risposta adeguata: abbiamo ottenuto il recovery fund, ora- spiega Castaldo– si tratta di capire come costruirlo, se agganciarlo o meno al bilancio dell’Unione Europea e come capitalizzarlo, poi lo si utilizzera’ per emettere bond condivisi”.

“Ma e’ chiaro- avverte- che agganciarlo al bilancio significa che, visto che siamo alla fine del bilancio settennale, sono rimasti pochi soldi perche’ i soliti paesi, come l’Olanda ma anche la Germania, si erano opposti ad un bilancio ambizioso“.

Ora, insomma, “ci vuole un bilancio forte, quello che ci serve e’ aumentare le risorse proprie europee, quindi la web tax per i colossi del digitale, la Tobin tax sulle transazioni finanziarie, la tassa per i prodotti inquinanti e poi una vera lotta ai paradisi fiscali. Se inseriamo queste risorse avremo il gettito per alimentare il bilancio e la commissione potra’ emettere dei Bond per raccogliere ulteriori fondi e fare un piano che deve essere almeno di 1.500 miliardi, ma forse anche di piu'”.

Conclude: “O si fa questo o sara’ la storia a dare una risposta e io non voglio regalare il futuro dei nostri figli a partiti estremisti, che cavalcano questa crisi per trovare consensi, voglio una risposta forte, ambiziosa e permanente e sono convinto che Conte spingera’ per un grande accordo ambizioso. Se perdiamo condanniamo l’Italia ad un indebitamento che non e’ sostenibile“.

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17 Aprile 2020
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