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Coronavirus, dalla Puglia 300mila mascherine al giorno da 21 imprese riconvertite

Seguendo le direttive impartite dal Politecnico di Bari, hanno iniziato la produzione e commercializzazione delle mascherine filtranti
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BARI – Produrranno 300mila mascherine al giorno le 21 imprese pugliesi che, seguendo le direttive impartite dal Politecnico di Bari, hanno iniziato la produzione e commercializzazione delle mascherine filtranti, adatte a semplici cittadini. Venti aziende sono pugliesi e per lo più concentrate nelle province di Bari e Barletta – Andria – Trani, una invece è di Mugnano di Napoli. E a breve, potrebbero aggiungersi altre imprese che hanno chiesto supporto al Politecnico, con conseguente aumento di produzione. Per la produzione di mascherine destinate a medici, infermieri e soggetti di primo intervento ovvero FFP2 e FFP3 – bisogna attendere: i tempi sono più lunghi perchè a differenza di quelle comuni, i produttori devono attenersi a rigorosi canoni produttivi e a certificazioni inderogabili. Le aziende che complessivamente hanno contattato il Politecnico sono state più di 250 di cui 160 hanno manifestato l’intenzione a produrre mascherine filtranti. Altre 25 si sono proposte per produrre anche altri articoli. Il 95% delle aziende che ha contattato il Poliba sono imprese medio-piccole pugliesi, per la maggior parte operanti nel settore delle confezioni e del tessile. Alcune più grandi come Natuzzi, Fas, Igam e Sanigem. Il 35% di queste ha sede operativa in provincia di Bari, il 30% nella BAT, 20% nelle province di Lecce e Brindisi, il 15% nella provincia di Foggia. Il restante 5% proviene dalle regioni confinanti: Basilicata, Campania Molise, ma anche Abruzzo, Toscana e Lombardia.
L’iniziativa del Politecnico di Bari, dedicata all’emergenza coronovirus e denominata “Riapro” è coordinata con la Regione Puglia e la Protezione civile.

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