VIDEO | Costa d’Avorio, la blogger Gnaba: “Elezioni e Covid, doppia sfida”

Alla Dire da Abidjan: 'Completare la riconciliazione post-conflitto'
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ROMA – “Dopo il conflitto civile la riconciliazione è stata difficile e non del tutto completa; ora a pochi mesi dalle elezioni c’è chi mette in dubbio anche le informazioni sul Covid-19, ritenendole se non propaganda governativa comunque inattendibili”: Pamela Aikpa Gnaba, blogger italo-ivoriana, animatrice di ‘Metticiamente’, nata e cresciuta a Roma, parla con l’agenzia Dire da Abidjan. Lo spunto è un fatto di cronaca risalente a pochi giorni fa.

COSA E’ ACCADUTO

A Yopougon, un sobborgo della città roccaforte dell’opposizione al presidente Alassane Ouattara, è stato assaltato e dato alle fiamme un centro sanitario che avrebbe dovuto favorire test e diagnosi per il nuovo coronavirus. “Sono cominciate a circolare fake news” ricorda Gnaba: “La tesi era che in realtà si trattasse di un ospedale per le vaccinazioni, in ultima istanza una copertura per diffondere il virus nel quartiere”.

LA ‘POLITICIZZAZIONE’ DELL’EMERGENZA SANITARIA

Secondo la blogger, 38 anni, residente in Costa d’Avorio, l’episodio è rivelatore di “risentimenti ancora diffusi” e allo stesso tempo della “politicizzazione” di un’emergenza sanitaria. Pesano le presidenziali, in programma il 31 ottobre, un passaggio delicato in un Paese che tra il 2002 e il 2011 è stato spaccato geograficamente in due da un conflitto armato, con migliaia di morti e crisi anche elettorali. Il capo dello Stato uscente, Alassane Ouattara, ha annunciato il mese scorso che non correrà per un terzo mandato nel rispetto dei vincoli costituzionali. Il candidato del suo partito, il primo ministro Amadou Gon Coulibaly, è però accusato dall’opposizione di utilizzare il contenimento del Covid-19 come scusa per rilanciare la propria immagine e contrastare un calo nei consensi. 

Secondo Gnaba, d’altra parte, negli ultimi anni la durezza dello scontro politico non ha impedito alla Costa d’Avorio di risollevarsi dopo le violenze. Al ritorno ad Abidjan della sede centrale della Banca africana di sviluppo (Bad) si è accompagnata una crescita degli investimenti stranieri. “Basta girare per la città, la capitale economica del Paese, e guardare le infrastrutture appena consegnate e il nuovo volto di molti quartieri” dice Gnaba. “Non tutti oggi hanno accesso al maggior benessere ma questo non è un problema solo ivoriano, né solo africano, né solo italiano”.

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17 Aprile 2020
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