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Guanti-mascherine in scena? La lirica pensa come fare nella ‘fase 2’

Anche il mondo dello spettacolo dl vivo si sta interrogando sul 'dopo': le 14 Fondazioni liriche d'Italia sono pronte a cambiare anche i modelli di produzione pur di ripartire
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BOLOGNA – In scena per uno spettacolo lirico-sinfonico, ma indossando gli immancabili guanti e mascherine. E ovviamente a debita distanza dagli altri artisti, attori, musicisti, cantanti, attrezzisti… Anche se è difficile da immaginare, quando si potrà è probabilmente anche così che si ricomincerà ad assistere agli spettacoli offerti dalle 14 Fondazioni liriche d’Italia. Anche loro, infatti, guardano alla fase 2 e hanno varato un gruppo di lavoro interno all’Anfols, l’associazione di rappresentanza, che “valuterà le modalità per la ripresa in sicurezza delle attività per il pubblico e per i dipendenti in ottemperanza alle misure di salute pubblica che saranno emanate, ed al contempo proverà a immaginare la ripresa delle attività utilizzando anche modalità operative innovative che potranno aiutare tutti ad affrontare una nuova fase”.

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L’Anfols ammette del resto che ad “oggi non sappiamo ancora quanto sarà lungo il percorso per arrivare alla completa riapertura, ma sappiamo che anche il mondo dello spettacolo dovrà confrontarsi con le misure di distanziamento interpersonale o l’adozione di dispositivi individuali quali guanti e mascherine; tali dispositivi, tuttavia, rischiano di essere difficilmente compatibili con i modelli di produzione dello spettacolo dal vivo e dell’opera lirica in particolare”.

Le proposte del gruppo di lavoro serviranno allora come “contributo concreto per gestire la fase 2 di un settore che ha molte specificità legate ai modelli di produzione” per “evitare di rallentare la fase della riapertura”. Oltre a questo, l’assemblea delle Fondazioni lirico-sinfoniche riunitasi l’altro ieri in videoconferenza chiede una specifica norma per l’integrazione degli ammortizzatori sociali attualmente previsti per i dipendenti. Intanto ogni attività è sospesa fino a tutto maggio.

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“Ci siamo posti il problema della complessità di gestione della fase 2 con riferimento non solo alla sicurezza del pubblico, che richiederà l’adozione di specifici modelli organizzativi e misure di sicurezza, ma anche al tema dell’impatto delle probabili misure di salute pubblica che saranno adottate dalle autorità sugli stessi meccanismi di produzione dell’opera lirica e, più in generale, dello spettacolo dal vivo”, affermano Francesco Giambrone e Fulvio Macciardi, presidente e vicepresidente dell’Anfols.

L’obiettivo condiviso da tutti è farci trovare pronti a riaprire non appena sarà possibile farlo. Consapevoli delle tante specificità del nostro settore, crediamo sia molto importante in questa fase così delicata e incerta offrire piena collaborazione al Governo nel suo impegno costante a studiare la fase delle riaperture. L’obiettivo primario- concludono Giambrone e Macciardi- è riprendere al più presto il rapporto con il nostro pubblico e tutelare i nostri lavoratori, che sono, insieme agli artisti scritturati, il vero capitale umano su cui costruire la ripresa delle attività”. Il tempo che separa dalla fase 2 sarà quindi usato “per ripensare in maniera innovativa i nostri modelli produttivi, per definire le condizioni ottimali per riprendere il lavoro in sicurezza e tornare al più presto a riaprire i nostri teatri”.

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