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Messa da parte la polemica quotidiana con Luigi Di Maio, il ministro dell’Interno incrocia i guantoni con la collega Elisabetta Trenta
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ROMA – Fuoco alle polveri. Messa da parte la polemica quotidiana col collega vicepremier, Luigi Di Maio, stavolta Capitan Salvini, ministro dell’Interno, incrocia i guantoni con la collega Elisabetta Trenta, ministra della Difesa. La strategia, forse, punta a spostare l’attenzione dei cittadini italiani da quanto annunciato dal titolare dell’Economia, Giovanni Tria, che, dati alla mano, ha detto che a fine anno – se non ci saranno miracoli – scatterà il mega aumento dell’iva. Con tanti saluti a quanti ancora sperano che i propri stipendi aumenteranno. Tria è stato sconfessato subito da tutti gli altri colleghi: «L’Iva non crescerà», hanno promesso in coro. Si vedrà. Per quanto riguarda la polemica di oggi, Salvini è tornato sul tema a lui caro, i migranti: nei porti italiani non sbarca più nessuno, ha detto e ridetto, cercando di arruolare anche le navi della Marina italiana in compiti di polizia. Lo ha fatto scavalcando tutte le gerarchie, e provocando un tintinnio di sciabole. I generali, figuriamoci, non rispondono al ministro dell’Interno, tantomeno possono prendere ordini da un Capitano. Ma hanno preferito un profilo basso. Loro rispondono per via gerarchica, e il Comandante delle Forze armate in Italia è ancora Sergio Mattarella, il presidente della Repubblica. Sotto c’è la ministra della Difesa, appunto, una tipetta tosta che certamente non si farà dare ordini dal collega dell’Interno. Sperando che le sparate siano a salve, si raccomanda comunque di controllare che le armi, quelle vere, abbiano la sicura inserita.

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