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Def, Padoan attacca: “Debito insostenibile”

La risposta del ministro Tria: "Non è vero, fai affermazioni tautologiche"
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ROMA – “L’Italia è l’unico paese nel quale il tasso di interesse sul debito è superiore al tasso di crescita, questa è una regola aritmetica che ci dice che il debito esplode”. E nel Def non si prefigura una “inversione di tendenza, noi continuiamo ad essere in una situazione di debito insostenibile”. Lo ha detto il deputato del Pd ed ex ministro Pier Carlo Padoan, intervenendo nel corso dell’audizione del numero uno del Tesoro, Giovanni Tria.

Alla considerazione di Padoan risponde piccato il presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, che definisce “gravissime” le sue parole.

L’esponente leghista, davanti alle commissioni riunite a Palazzo Madama, accusa: “E’ molto grave sostenere che il debito è insostenibile, poi dicono a me di essere più prudente…”. Padoan lo interrompe e taglia corto: “L’ha detto l’Upb che il debito rischia di essere insostenibile”.

TRIA CONTRO PADOAN: DICI OVVIETÀ, DEBITO NON È ESPLOSIVO

“Si possono fare varie proiezioni sulla sostenibilità del debito, dire che se il costo medio del debito aumentasse costantemente al di sopra del tasso di crescita e se non ci fosse il surplus primario allora il debito aumenterebbe. Questa è una ovvietà, è una affermazione tautologica e non è detto che accada”. Così il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, polemizza con Pier Carlo Padoan, in audizione al Senato nelle commissioni Bilancio congiunte.

L’ex ministro del Pd aveva parlato poco prima di debito “esplosivo e insostenibile”.
Tria attacca: “Eviterei di discutere di insostenibilità, è un problema che ci portiamo addosso da trent’anni, è da affrontare in modo serio ma posso confermare che il costo del debito è in discesa. La finanza pubblica italiana non rappresenta un rischio”.

Tria dice di non “voler fare polemica” e di voler tenere “un tono pacato nella discussione”. Quello che “noi tracciamo nel Def è un percorso di previsione che comporta la piena sostenibilità del debito, non c’è una sua crescita esplosiva ma una sua riduzione. Dopo l’aumento conseguente a due recessioni dopo il 2008, il rapporto si è sostanzialmente stabilizzato negli anni, non ci sono in atto da vari anni dinamiche esplosive”, conclude.

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