Turchia, Osce: “Commissione elettorale ha violato legge”

"La campagna per il Sì ha avuto un ruolo dominante, non è stata garantita nessuna informazione imparziale per il cittadino", accusa la missione Osce in Turchia
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ROMA – “Un punto che noi solleviamo nel nostro rapporto è il cambiamento delle regole del gioco a gioco iniziato. Intorno alle 4 del pomeriggio, che è l’ora in cui lo spoglio era iniziato all’est del paese, la Commissione elettorale centrale YSK ha emanato una decisione secondo la quale le schede e le buste delle schede non ancora timbrate, che invece per legge devono essere timbrate al momento nel quale vengono controllate e contate nei seggi, sarebbero state valide lo stesso. Il che costituisce una violazione della legge stessa e cambia le regole del gioco a gioco iniziato. E noi sottolineiamo che la decisione dello YSK ha tolto un importante provvedimento di salvaguardia dell’integrità del voto“. Lo ha detto a Radio Radicale Tana de Zulueta, a capo della missione Osce in Turchia, intervistata oggi ad Ankara da Mariano Giustino sul referendum costituzionale.

“CAMPAGNA PER IL SI’ DOMINANTE, NON RISPETTATA PARITA'”

“Oggi abbiamo presentato le nostre conclusioni preliminari che sono elaborate congiuntamente con l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa- ha spiegato De Zulueta-. Il primo punto che abbiamo voluto sottolineare è che questa è stata una competizione diseguale, nel senso che la campagna per il Sì ha avuto un ruolo dominante, sia sui media, sia nell’accesso alle piazze, sia per il sostegno molto ben pubblicizzato del capo dello Stato, del primo ministro e di tutti i membri del governo. E non esisteva alcun provvedimento che garantisse una informazione imparziale per il cittadino. Nessuna istituzione dello Stato è stata incaricata di fornire una informazione imparziale, nemmeno il servizio pubblico nazionale”.

Al contrario, ha detto ancora de Zulueta, “è stato tolto all’organo che gestisce le elezioni, alla Commissione elettorale suprema, YSK, il potere di sanzioni che aveva. Lo YSK, essendo un organo dello stato costituito da magistrati e giudici in carica, aveva potere giurisdizionale e dunque poteva sanzionare le violazioni dell’equità sui media. Ebbene, questo potere che aveva lo YSK gli e’ stato tolto per decreto emergenziale. E questo evidentemente per lanciare un segnale nella direzione dei media di non badare ad alcun limite. I media sono fortemente dominati da mezzi di comunicazioni simpatizzanti del governo. Alla società civile turca, alle ONG, ai sindacati, all’ordine degli avvocati non è stato concesso di far campagna pubblicamente, ma solo privatamente. Solo dieci partiti avevano la possibilità di far campagna, il che è abbastanza paradossale trattandosi di una costituzione e dunque di un voto che riguarda tutti i cittadini”.

“Non erano previsti dei comitati per il Sì e per il No- ha sottolineato-. Pertanto i partiti hanno l’onere esclusivo di informare i cittadini. E dunque anche qui non figura l’imparzialità. Noi abbiamo osservato grandi difficoltà in certe zone più che in altre. Non solo delle organizzazioni della società çivile, ma anche a volte dagli stessi partiti a fare campagna per il No. E hanno anche subito fermi e interruzioni della loro attività”.

Sarà possibile per i partiti d’opposizione chiedere l’annullamento del voto? “La Magistratura non interviene, la magistratura elettorale è considerata magistratura essa stessa- ha risposto De Zulueta- e pertanto se vogliono denunciare gli eventi, lo possono fare all’amministrazione elettorale o a livello locale se hanno osservato violazioni delle regole o a livello centrale, dopodiché non c’è appello. Ed è una cosa che noi abbiamo sottolineato, il fatto che non ci sia appello fa sì che il processo di ricorso viene negato”.

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