lunedì 10 Agosto 2026

Tg Ambiente, l’edizione di martedì 17 marzo 2026

Si parla di inquinamento dei forni a legna, febbraio 'hot', plastica nei fiumi

WWF: RISCHIO AMBIENTALE ELEVATISSIMO PER METANIERA RUSSA ALLA DERIVA

Il Wwf segue con la massima allerta la situazione della metaniera russa ‘Arctic Metagaz’, alla deriva senza equipaggio in acque internazionali nel Mar Mediterraneo, nel Canale di Sicilia tra Malta e le isole italiane di Lampedusa e Linosa. Dopo una serie di esplosioni avvenute tra il 3 e il 4 marzo l’imbarcazione è fuori controllo. La ‘Arctic Metagaz’ trasporta un carico estremamente pericoloso di circa 900 tonnellate di gasolio e oltre 60.000 tonnellate di gas naturale liquefatto. “Una potenziale fuoriuscita- ha sottolineato l’associazione- potrebbe causare incendi, nubi criogeniche letali per la fauna marina, e inquinamento ampio e duraturo delle acque e dell’atmosfera. Il rischio ambientale è quindi elevatissimo e potenzialmente irreversibile”. La nave è costantemente scortata e monitorata dalla Marina Militare Italiana, insieme a un rimorchiatore e a un’unità per la risposta ambientale, per prevenire un potenziale disastro ecologico.

PIZZERIE, ENEA MISURA INQUINANTI EMESSI DAI FORNI A LEGNA

I forni a legna delle pizzerie producono la maggiore quantità di inquinanti durante la fase di accensione. È quanto emerge da uno studio realizzato da Enea nell’ambito del progetto ‘Pizzerie’, da cui risulta che le varie fasi di funzionamento dei forni a legna presentano livelli differenti di efficienza della combustione, fattore decisivo nella formazione degli inquinanti. Ad esempio, l’accensione del forno a freddo determina picchi emissivi di diversi inquinanti, in particolare degli idrocarburi policiclici aromatici, gli Ipa, presenti sotto forma di particelle sospese nell’aria e di gas. Durante la cottura, la combustione risulta invece più stabile. “Tuttavia, l’inserimento delle pizze e l’ingresso di aria fredda modificano la temperatura e il regime di combustione, generando picchi di composti organici gassosi e di particolato”, ha spiegato Milena Stracquadanio, coordinatrice del progetto ‘Pizzerie’.

A FEBBRAIO PIOGGE ECCEZIONALI IN EUROPA OCCIDENTALE

Febbraio 2026 è stato il quinto più caldo mai registrato, con una temperatura di 1,49 gradi superiore ai livelli preindustriali, precipitazioni estreme e inondazioni diffuse nell’Europa occidentale, oltre alla terza estensione più bassa del ghiaccio marino nell’Artico per questo mese. Lo ha fatto sapere Copernicus. Il mese è stato caratterizzato da una serie di tempeste e precipitazioni intense che hanno colpito in particolare l’Europa occidentale e il Nord Africa: Francia, Spagna, Portogallo e Marocco hanno registrato condizioni di precipitazioni eccezionali, che hanno provocato gravi inondazioni causando danni diffusi e perdite di vite umane e mezzi di sussistenza. Anche in altre parti del mondo, tra cui Australia, Mozambico e Botswana, si sono verificate gravi inondazioni nel mese di febbraio. Eventi estremi che secondo Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima del Centro europeo per le previsioni meteorologiche, “evidenziano ancora una volta il crescente impatto dei cambiamenti climatici e l’urgente necessità di un’azione globale”.

IL 62% DEI RIFIUTI RITROVATI NEL PO È DI PLASTICA

Ogni anno tonnellate di rifiuti plastici vengono trasportate lungo gli alvei fluviali, accumulandosi sulle sponde e raggiungendo il mare. Circa l’80% della plastica presente negli oceani ha origine fluviale, e il Mediterraneo non fa eccezione. Il fiume Po risulta tra i principali vettori di trasporto verso l’Adriatico. Dei quasi 8.000 rifiuti catalogati scientificamente nell’iniziativa del 2025, il 62% è risultato essere plastica. In Italia oltre il 57% dei corsi d’acqua non è in buono stato e così, in occasione della Giornata internazionale di azione per i fiumi le associazioni ambientaliste hanno rilanciato un appello: riportare allo stato naturale e rigenerare un tratto di fiume o lago aderendo all’iniziativa ‘Adopt rivers and lakes’.

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