Migranti, Carola (e altri) per Mediterranea: “È sotto attacco, va difesa”

Al centro dell'appello l'indignata reazione all'attacco politico-giudiziario che la prima piattaforma della società civile italiana per il soccorso in mare sta subendo
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ROMA – “Mediterranea Saving Humans è sotto attacco in Italia”: è quindi il momento “di prendere politicamente posizione e di affermare il ruolo cruciale del salvataggio in mare dei migranti e delle pratiche di solidarietà nella lotta per un’Europa più aperta e democratica”. Le capitane Carola Rackete e Pia Klemp sono tra le prime firmatarie di un appello internazionale alla solidarietà per Mediterranea Saving Humans lanciato questa mattina sul blog britannico di studi giuridici ‘Critical Legal Thinking’. Tra i primi firmatari ci sono note attiviste e attivisti per i diritti umani, intellettuali, giornalisti e accademici di tutto il mondo, tra cui Naomi Klein, Achille Mbembe, Cornel West, Sabine Hess, Michael Hardt.

“Soprattutto in considerazione del fatto che il Mar Mediterraneo continua ad essere la frontiera più letale del mondo– si legge nell’appello- vogliamo esprimere la nostra incondizionata solidarietà a Mediterranea così come a tutte le altre ONG sotto attacco”.

I firmatari concludono con un invito rivolto a chiunque voglia contribuire a “una campagna internazionale di raccolta fondi a sostegno di Mediterranea. Invitiamo caldamente tutte le cittadine e i cittadini e le organizzazioni, convinti che la salvaguardia della vita umana debba avere la priorità su tutto il resto, a contribuire alla raccolta fondi”.

Al centro dell’appello l’indignata reazione all’attacco politico-giudiziario che la prima piattaforma della società civile italiana per il soccorso in mare sta subendo, a partire dalla massiccia operazione di polizia scattata all’alba dello scorso 1° marzo, denunciato come caso emblematico della criminalizzazione in atto delle attività di salvataggio e, più in generale, della solidarietà, in mare come in terra. Di fronte alla minaccia di pesanti pene detentive (fino a trent’anni di carcere) per gli indagati per favoreggiamento pluriaggravato dell’immigrazione clandestina solo colpevoli di aver salvato vite umane, a partire dal caso Maersk Etienne e dall’incondizionato appoggio a Mediterranea e alle altre ONG sotto attacco, le firmatarie e i firmatari affermano “la necessità di prendere posizione e di affermare il ruolo cruciale del salvataggio in mare dei migranti e delle pratiche di solidarietà nella lotta per un’Europa più aperta e democratica”.

Anche nell’inedita collaborazione tra armatori commerciali e navi non governative, sotto accusa nell’inchiesta di Ragusa e invece individuata come prospettiva ricca di positive potenzialità, sottolineano infine l’importanza di sostenere la vasta coalizione di attori della società civile europea, impegnati come vera e propria flotta civile nella solidarietà con i migranti e i rifugiati”.

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