Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Dai pasti ai farmaci, si moltiplicano le idee ‘salva mamma’ in smartworking

mamma bambino neonato
Dal 15 marzo gran parte dell'Italia è in zona rossa, le scuole sono chiuse. Secondo i dati Istat, le famiglie italiane con entrambi i genitori lavoratori sono 3,9 milioni: come gestire lavoro e figli?
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Salva la mamma… in smartworking”. Slogan più azzeccato per questo momento storico non poteva esserci. Sì perché da quando, lo scorso 15 marzo, gran parte dell’Italia si è colorata di rosso, l’umore delle mamme (e dei papà) rischia di tendere facilmente al nero. Se, infatti, la tecnologia supporta le professioni consentendo ai genitori di lavorare “agilmente” da casa, c’è davvero poco di agile nel gestire smartworking, didattica a distanza, pasti, pulizie ecc. ecc.. Insomma, tutto quello che comporta la quotidianità della vita familiare. E se di figli se ne hanno più d’uno, magari minorenni, il carico d’incombenze rischia di scaricare ben presto le batterie. Le scuole chiuse sono una questione non da poco se si pensa che, secondo i dati Istat, le famiglie italiane con entrambi i genitori lavoratori sono 3,9 milioni (su un totale di 8,4 milioni di coppie con almeno un figlio) e di queste il 29% ha bambini fino a 6 anni, il 45% tra i 6 e i 17 anni, il resto dai 18 anni in su. E circa 2 milioni sono i genitori single.

Ecco allora che “salvare” i genitori dagli impegni quotidiani diventa la nuova frontiera del marketing di molte attività che così facendo tentano di “salvare” anche se stesse dalle varie aperture e chiusure a singhiozzo che la pandemia da Covid-19 impone ormai da mesi. A cominciare dai ristoranti. Così per esempio a Roma il “Fleming Home”, un circolo sportivo nel cuore del quartiere Fleming, in collaborazione con la società di catering “Io The & Mao”, ha lanciato l’iniziativa “Salva la mamma in cucina”. Si tratta di un piano di pranzi settimanali studiati appositamente per i bambini che vengono consegnati direttamente a domicilio, con la possibilità di ordinare un menu prova per tre giorni. Un’idea per sollevare i genitori in smartworking dal pensiero di cosa cucinare e soprattutto di quando farlo se si è alle prese con riunioni o call conference.

Per risparmiare tempo e denaro c’è poi la possibilità, ormai sfruttata da molte famiglie già nel primo lockdown, di ordinare la spesa online. Quasi tutte le catene di supermercati lo consentono e alcune, come ad esempio la francese “Carrefour”, vanno incontro alle esigenze delle donne incinta e dei neogenitori (oltre che delle persone disabili e degli over 60) prevedendo la consegna a domicilio gratuita.

Altro aspetto da non sottovalutare è poi la difficoltà a uscire di casa se si ha il bambino malato e magari si è genitori single. Ecco allora che con lo slogan “anche le supermamme hanno bisogno di una pausa”, l’app Pharmap consegna a casa i medicinali e i parafarmaci di cui si ha bisogno, acquistandoli nella farmacia più vicina al luogo di consegna. Il servizio ha un costo di pochi euro ma la prima volta è gratuito. E per intrattenere i più piccoli mentre si lavora? Come già successo lo scorso anno, anche adesso molti animatori di quelle che un tempo erano le feste per bambini, si sono muniti di webcam e travestimenti, e propongono spettacoli gratuiti online: dalle marionette, alle canzoncine, ai laboratori creativi, fino agli spettacoli di magia, ce n’è per tutti i gusti e le età. Il claim è sempre uno: salvare i genitori.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»