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Il coronavirus fa chiudere il Parlamento? Donzelli (Fdi): “Riuniamoci, c’è chi rischia più di noi”

La questione è semplice: è davvero necessario che i parlamentari viaggino fino a Roma mettendo a rischio se stessi e le persone con cui entrano in contatto?
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ROMA – “Partiamo dal presupposto che il Parlamento deve potersi riunire per discutere e votare sempre, in qualsiasi circostanza, a qualsiasi ora e qualsiasi cosa accada, nelle sue sedi ufficiali”. Lo premette Giovanni Donzelli, deputato di Fdi, che domani finira’ l’autoisolamento che lo ha costretto a casa per due settimane.

Interpellato dall’agenzia Dire, Donzelli dice: “Per la prima volta ci troviamo davanti a un dubbio che non si era mai posto fino a oggi nell’Italia repubblicana: cosa dobbiamo fare se il Parlamento per eccezionali motivi di salute pubblica non puo’ riunirsi? Ci sono due strade- spiega- sospendiamo la democrazia chiudendo il Parlamento, oppure utilizziamo le nuove tecnologie che non erano prevedibili dei nostri padri costituenti. Secondo me dobbiamo e possiamo fare tutto quello che e’ consentito per poterci riunire nelle nostre sedi istituzionali anche a costo di rischiare qualcosa di personale noi parlamentari, stanno rischiando medici e infermieri che guadagnano molto meno di noi, quindi possiamo rischiare anche noi“.

Pero’, conclude, “se per caso dovesse essere realmente impossibile riunire il Parlamento, meglio discutere e votare in videoconferenza che interrompe la democrazia in piena emergenza“.

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Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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