Con il coronavirus il Parlamento rischia di chiudere, ma il voto a distanza divide la politica

La questione è semplice: è davvero necessario che i parlamentari viaggino fino a Roma mettendo a rischio se stessi e le persone con cui entrano in contatto?
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ROMA – Voto a distanza sì o no? La possibilità, che potrebbe anche diventare necessità, che il Parlamento utilizzi il voto elettronico per discutere e approvare i decreti del governo divide (a distanza) i partiti.

Da una parte un inusuale schieramento che mette insieme le forze di governo (Pd e M5S) e opposizione (Fdi e Lega), favorevoli all’innovazione; dall’altra Italia Viva e Leu, contrarie al voto telematico.

A breve infatti, sia la Camera che il Senato, dovranno discutere e approvare il decreto varato ieri dal governo. La questione è semplice: è davvero necessario che i parlamentari viaggino fino a Roma mettendo a rischio se stessi e le persone con cui entrano in contatto?

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