Coronavirus, Assomusica: “La situazione concerti è vicina al default”

In questo momento circa 3000 concerti sono stati rinviati o cancellati
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ROMA – “La situazione dei concerti live in Italia è vicina al default. In questo momento circa 3000 concerti sono stati rinviati o cancellati: di questi, il 60% è stato riprogrammato e il 17% è stato annullato. Dalle stime fatte in questi giorni ci troveremo ad affrontare una perdita di circa 40 milioni, dal periodo dell’inizio delle ordinanze fino al 3 di aprile”. È questo il quadro drammatico della situazione in Italia nel settore musica tracciato dal presidente di Assomusica, Vincenzo Spera.

Si tratta di “uno scenario che non ci fa ben sperare- aggiunge- visto il forte rischio che la situazione si prolunghi ancora nel mese di aprile. E tutto questo senza contare che verrà a mancare tutto l’indotto generato nei territori dai nostri eventi, che ammonta a circa 100 milioni di euro”.
 

L’APPELLO DELL’ASSOCIAZIONE

Da qui l’appello dell’Associazione per ribadire l’importanza di un intervento tempestivo in grado di favorire la ripresa. Ad essere maggiormente a rischio sono le piccole e medie aziende e i lavoratori stessi, molto spesso non inquadrati in nessuna categoria, in quanto appartenenti a cooperative o lavoratori a chiamata. “Noi organizzatori di spettacoli di musica popolare contemporanea siamo un po’ come quel popolo delle partita Iva dimenticati troppo spesso eppure facciamo camminare l’industria culturale del Paese”, chiosa Spera. “Ci auguriamo- spiega – davvero che il presidente Conte e i ministri Franceschini e Gualtieri possano tenere in considerazione misure di reale aiuto agli organizzatori di concerti e spettacoli di musica, ormai allo stremo, e soprattutto non considerino che lo spettacolo dal vivo sia soltanto quello finanziato dal Fus con i soldi dei cittadini”.

LE PROPOSTE RIVOLTE AL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Queste, in particolare, le proposte rivolte nei giorni scorsi dall’Associazione alla presidenza del Consiglio dei Ministri, al ministero per i Beni e le Attività culturali, al ministero dell’Economia e Finanze e al ministero dello Sviluppo economico: sospensione dei versamenti Iva per le aziende che hanno subito gli annullamenti o spostamento temporale dei concerti. È proprio l’iva, infatti, ad avere ricadute immediate per gli organizzatori e, secondo Assomusica, sarebbe utile poter fermare quanto prima il versamento per un periodo circoscritto dal 23 febbraio in avanti e adeguarsi ad altri paesi europei, come ad esempio la Germania, nel rimborsare l’Iva entro 30 giorni.

Si chiede, inoltre, il blocco mutui e leasing per acquisto location e tecnologie; lo stop di 12 mesi al pagamento delle rate dei mutui e dei leasing per gli organizzatori di spettacoli, tramite la garanzia dello stato. Indennizzi alle imprese di spettacolo per i cali di fatturato sopra il 25% rispetto al 2019/2018, tramite un intervento tempestivo, senza discriminazioni e con facilità di accesso burocratico. Un supporto finanziario necessario per provare a riequilibrare i danni subiti dalle singole imprese. E ancora credito di imposta per le spese di organizzazione dei concerti annullati o posticipati. Importante, come sottolinea Assomusica, è trovare un sistema affinché gli organizzatori di concerti possano rientrare delle spese sostenute per preparare il concerto che poi non si è tenuto o è stato posticipato (affitto dei palazzetti, noleggio delle attrezzature, ecc…). Fideiussione garantita dal governo – o da Cassa depositi e prestiti – per i prestiti alle imprese di spettacolo e di musica popolare contemporanea. Infine, misure di sostegno straordinarie ai lavoratori ed alle cooperative che operano nel settore dello spettacolo dal vivo, come decontribuzioni e detassazioni.
 
 
 
 
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17 Marzo 2020
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