A Roma crollo dei matrimoni causa Coronavirus: 40% di disdette

C'è chi non ritine opportuno celebrare un evento lieto in un momento difficile, ma anche chi rinuncia perché non potrebbe avere vicini amici e parenti
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ROMA – “Dal 3 marzo e fino a domenica prossima sono stati disdetti 32 matrimoni su un totale di 81 prenotazioni“. Lo comunica alla Dire l’assessorato al personale, anagrafe e stato civile, servizi demografici ed elettorali di Roma Capitale, confermando che “in 20 giorni ha rinunciato quasi il 40% dei promessi sposi. Un fenomeno in aumento se si calcolano i dati dei prossimi cinque giorni, da mercoledì 18 a domenica 22, in cui sono state disdette 17 unioni su 31 prenotazioni. Il 54% ha detto no”. Molte coppie hanno rinunciato alla promessa per paura, altre perché non hanno ritenuto giusto vivere un momento così importante in un periodo di allarme. Altre ancora perché non avrebbero potuto festeggiare l’unione con amici e parenti in locali e ristoranti. Da Roma Capitale però precisano che “il servizio matrimoni continua a essere garantito, con tutte le precauzioni necessarie per contrastare il contagio del virus Covid-19. Le unioni con rito civile si svolgono, come di consueto, nella sala Rossa del Campidoglio e a Caracalla, nella chiesa sconsacrata di Santa Maria in Tempulo”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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