GENOVA – Dalla Liguria arriva una nuova parola: è quella che serve a dare un nome alla condizione dei genitori che perdono un figlio. La parola è “atèfano“, termine nato su proposta dell’associazione “Rachele Franchelli – Uno sguardo senza confini“, fondata lo scorso anno della famiglia di Rachele, ragazza di Albenga mancata nel 2024 a soli 16 anni per un tumore raro.
“Atèfano” nasce dal greco antico, dall’unione di “a-” (alfa privativo), la radice “tè-” da “téknon” (figlio) e la desinenza “-fano”, da “orphanòs” (privo, mancante, orfano). E oggi è stata votata all’unanimità in Consiglio regionale della Liguria la mozione per il riconoscimento del neologismo.
Canta dunque vittoria il consigliere regionale di Forza Italia, Angelo Vaccarezza che ha spinto per arrivare a questo risultato. “Quello con i famigliari di Rachele- racconta Vaccarezza- è stato per me un incontro incredibile: ho conosciuto l’immensa capacità di donare amore che questa famiglia ha continuato ad avere dopo la malattia e la morte della ragazza, dando vita ad una associazione che sostiene e supporta giovani pazienti oncologici e le loro famiglie. Sono davvero felice per il voto di oggi in Consiglio regionale”. Con il quale la Regione Liguria promuoverà la conoscenza e la diffusione della nuova parola ‘atèfano’ attraverso i propri canali di comunicazione e in occasione di eventi, convegni o iniziative pubbliche specifiche, dedicate ai temi della famiglia, della sanità e del sociale.
Presenti in aula, al momento della discussione e della votazione della mozione, anche la mamma e il fratello di Rachele Franchelli: “La nostra Associazione- dichiarano Silvia Ravera e Gastone Franchelli- è nata dal desiderio di convertire il dolore per la morte di Rachele in qualcosa di bello, di positivo, perché Rachele era positiva verso la vita e ha dato tanto anche nei 18 mesi di malattia. Il termine ‘atèfano’ è sorto dall’esigenza di colmare il vuoto lessicale che abbiamo trovato quando volevamo identificare un genitore che purtroppo ha perso un figlio. Dare un nome a questo tipo di dolore è un modo per renderlo più riconoscibile, per dargli dignità e per permettere alla comunità di accogliere e di supportare chi è in questa condizione. Desideriamo ringraziare il consigliere Angelo Vaccarezza per aver presentato questa mozione, tutti i consiglieri regionali che hanno votato a favore, il presidente Bucci, la vicepresidente e assessore Simona Ferro e tutta la giunta regionale”.
Altri Enti locali “stanno seguendo questa strada e auspico che in tempi brevi si possa arrivare a presentare la proposta al Governo. Una parola nuova- commenta il consigliere forzista- non viene riconosciuta ufficialmente nella lingua italiana da una specifica autorità, ma attraverso l’uso spontaneo e diffuso nel tempo, fino a quando non diventa parte dell’utilizzo comune. Per questo credo che il voto di oggi in Consiglio rappresenti un passo importante in questo percorso di conoscenza e diffusione”. Anche Vaccarezza poi ringrazia i consiglieri che hanno sottoscritto e approvato all’unanimità la mozione, il presidente della Regione Marco Bucci e la sua giunta, in particolare la vicepresidente e assessore Simona Ferro, “per il sostegno a questa proposta, nel nome e nel ricordo di una ragazza meravigliosa come Rachele”.







