BOLOGNA – “Disarmiamoci dalle parole offensive, dai pregiudizi, dai modi ideologici che non lasciano spazio all’umanità”. E’ l’appello per l’inizio del tempo di Quaresima del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente Cei, che in un messaggio diffuso oggi riprende le parole di Papa Leone e invita a “digiunare” per “discernere e ordinare gli ‘appetiti’, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione“. Citando il Papa, anche Zuppi chiede dunque di “digiunare dalle parole che feriscono il nostro prossimo” e a “disarmare il linguaggio”, rinunciando “alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie”. Uno sforzo da fare “in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane”.
Secondo Zuppi, del resto, la pace “inizia da un cuore disarmato. La pace non è un fatto geografico ed esteriore: sono io che devo farmi uomo di pace. Per questo dobbiamo non sopportare alcuna violenza nel nostro cuore e nelle nostre relazioni. Disarmiamoci dalle parole offensive, scortesi, dai pregiudizi, dai modi ideologici che non lasciano spazio all’umanità altrui, dalla supponenza che respinge”. Anche per questo, il cardinale chiede di leggere in tutte le Messe domenicali due intenzioni di preghiera dedicate alla pace, alla riconciliazione e perché “le comunità siano case di pace”. In questa epoca, ragiona Zuppi, la forza “irride il dialogo e l’umile lavoro per la pace e la riconciliazione”. La Quaresima è dunque l’occasione per “cambiare, sfuggire alla globalizzazione dell’impotenza per cui sembra non sia possibile fare nulla. Cambiamo per essere cristiani disarmati e consapevoli”. Zuppi spiega di sentire questo impegno anche a livello personale, perchè “importante e decisivo anche nelle nostre comunità. Occorre liberarle da tutto ciò che indebolisce la comunione o la mette apertamente in discussione, fa crescere il pregiudizio, semina divisione, favorisce una lettura mondana e malevola della Chiesa, con categorie che non le appartengono, politiche o miseramente da pettegolezzo”. La Quaresima, sostiene ancora Zuppi, “è il tempo opportuno per cercare l’unità, per riconciliarci, per liberarci dalla presunzione che fa giudicare senza amare o da credere di difendere la Chiesa offendendola, colpendola con livore o semplicemente isolandosi e sottraendosi dalla comunione. Non c’è pace senza unità”.
Lo stesso richiamo alla pace si legge anche in un secondo messaggio diffuso oggi dal cardinale, indirizzato alla comunità islamica in occasione dell’inizio del Ramadan, che quest’anno coincide con l’avvio della Quaresima. Il tempo in cui viviamo oggi, afferma Zuppi, vede “il trionfo della guerra, il crescere delle discriminazioni, la diffidenza reciproca, che serpeggia già tra i banchi di scuola”. Il presidente Cei quindi aggiunge: “Il dilagare delle cattive notizie assordanti non ci impedisca di percepire il suono delicato dell’enorme quantità di gesti concreti di solidarietà e benevolenza che caratterizza la vita quotidiana a casa, al lavoro, a scuola, nel tempo libero”.







