mercoledì 11 Marzo 2026

Shein sotto indagine: vendute bambole sessuali con sembianze infantili

È solo una delle possibili violazioni dell'azienda riscontrate dalla Commissione europea. Sotto osservazione anche "i programmi di ricompensa e gamification del servizio"

di Alessio Pisanò

BRUXELLES – La Commissione europea ha avviato un’indagine formale nei confronti di Shein nell’ambito del Digital Services Act, ipotizzando violazioni in tre ambiti: un design altamente coinvolgente e tale da creare dipendenza per i consumatori dell’Unione europea, la mancanza di trasparenza sui sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti illegali, comprese bambole sessuali con sembianze infantili.
“Oggi la Commissione avvia un’indagine formale su Shein ai sensi del Digital Services Act”, ha annunciato il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier durante il punto stampa quotidiano con i giornalisti. “Sospettiamo che l’azienda abbia violato il Dsa in tre ambiti”.

Nel dettaglio, Bruxelles contesta innanzitutto “un design altamente coinvolgente per i consumatori nell’Unione europea, con programmi di ricompensa e una gamification del servizio“, vale a dire meccanismi di ricompensa proprie dei giochi che favorirebbero comportamenti compulsivi tra gli utenti. Secondo punto critico è “la mancanza di trasparenza sui sistemi di raccomandazione”, quindi carenze nella chiarezza sugli algoritmi che suggeriscono i prodotti.

Terzo elemento sotto esame è “la vendita di prodotti illegali online”. Tra questi, ha precisato Regnier, figurano “armi” e “materiale relativo ad abusi sessuali su minori, come bambole sessuali con sembianze infantili”.

Il portavoce ha ricordato che Shein raggiunge 145 milioni di consumatori nell’Unione europea. Un’operazione di acquisto in incognito ha testato 27 prodotti destinati a bambini sotto i tre anni: “Tutti questi giocattoli, non erano conformi alla normativa dell’Unione europea”, ha riferito.

“Il messaggio è chiaro: Shein deve analizzare i rischi che pone ai nostri consumatori nell’Unione europea e deve mitigarli“, ha concluso Regnier, spiegando che ora la Commissione condurrà “un’indagine approfondita” e invitando l’azienda a cooperare pienamente nel corso del procedimento.

LA REPLICA DI SHEIN

“Prendiamo con la massima serietà i nostri obblighi previsti dal Digital Services Act e abbiamo sempre collaborato in modo trasparente con la Commissione Europea; un approccio che continueremo a mantenere anche nel contesto di questo procedimento.

Negli ultimi mesi abbiamo rafforzato ulteriormente il nostro impegno sul fronte della compliance, investendo in modo significativo in nuove misure a supporto del DSA. Tra queste figurano valutazioni strutturate dei rischi del sistema e delle relative misure di prevenzione e contenimento, tutele aggiuntive dedicate agli utenti più giovani e un costante lavoro sulla progettazione dei nostri servizi per garantire un’esperienza online sempre più sicura e affidabile.

In seguito alle criticità emerse lo scorso anno, e contestualmente al potenziamento dei sistemi di rilevazione, abbiamo accelerato l’introduzione di ulteriori misure di tutela per i prodotti soggetti a limiti di età. In particolare, siamo in costante dialogo con la Commissione in merito all’implementazione, a livello europeo, della nostra soluzione di verifica dell’età, basata su tecnologie di terze parti affidabili e concepita per tutelare i minori nel rispetto della privacy. Questa soluzione si integra con le misure già esistenti per prevenire l’accesso o l’acquisto di contenuti e prodotti riservati agli adulti.

La protezione dei minori e la riduzione dei rischi legati a contenuti e comportamenti potenzialmente dannosi sono elementi centrali nel modo in cui sviluppiamo e gestiamo la nostra piattaforma. Condividiamo pienamente l’obiettivo della Commissione di promuovere un ambiente digitale sicuro e affidabile e continueremo a collaborare in modo costruttivo in ogni fase del percorso”.

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