lunedì 16 Marzo 2026

VIDEO| Traffico internazionale di droga tra Spagna e Italia: 12 gli indagati

Sei persone nel nostro Paese sono finite ai domiciliari, altrettante nel territorio iberico. Epicentro operativo della banda era la provincia di Catania

PALERMO – Blitz antidroga tra l’Italia e la Spagna: 12 le persone che hanno ricevuto una misura cautelare, sei in Italia, finite ai domiciliari, e altrettante sul territorio iberico. Dei sei destinatari del provvedimento in Spagna, due sono finiti in carcere mentre per gli altri quattro è scattato il divieto di espatrio con obbligo di firma. I 12 indagati sono accusati di avere fatto parte di una organizzazione dedita al traffico internazionale di droga, con l’aggravante della disponibilità di armi. Epicentro operativo della banda era la provincia di Catania: da lì partiva il coordinamento del traffico di marijuana e hashish, che venivano acquistate in Spagna. Tra le accuse anche lo spaccio e il riciclaggio.

SEQUESTRATI BENI PER UN MILIONE DI EURO

L’operazione ha portato anche ad un sequestro di beni del valore di un milione di euro. L’indagine, denominata ‘Barcellona Express/Farfalla’, è stata sviluppata dalla procura di Catania e dalla magistratura spagnola, in particolare dal tribunale di Sant Feliu de Llobregat, cittadina della Catalogna.

Il coordinamento dell’inchiesta è stato di Eurojust, agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria con sede all’Aia e della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo di Rima, con il supporto dell’agenzia dell’Ue per la cooperazione nell’attività di contrasto al crimine nel territorio degli stati membri, Europol, e della Direzione centrale dei servizi antidroga. In azione sul campo ottanta finanzieri del Comando provinciale di Catania e dello Scico (Servizio centrale investigazione criminalità organizzata), con 65 agenti dell’unità antidroga e crimine organizzato della polizia spagnola e i colleghi dell’unità specializzata in reati economici e fiscali. I beni sequestrati si trovavano sia in Italia che in Spagna: tra questi una villa di pregio in un quartiere residenziale di Barcellona, e cinque mezzi tra auto e moto.

Numerose le perquisizioni eseguite ad Acireale, Riposto e Paternò, ma anche a Barcellona. Le verifiche hanno portato alla scoperta e al sequestro di 1.670 piante di cannabis, materiali strutture per tre piantagioni indoor e oltre 40mila euro in contanti.

AL VERTICE DELL’ORGANIZZAZIONE UN 47ENNE CATANESE

Secondo la procura di Catania, al vertice dell’organizzazione ci sarebbe Alessandro Cammarata, 47enne catanese trasferitosi a Barcellona, che avrebbe gestito sia la produzione in proprio di marijuana che l’acquisto di droga da fornitori. Cammarata avrebbe anche organizzato i canali di vendita all’ingrosso e al dettaglio per il rifornimento della droga nelle piazze di spaccio della Sicilia orientale.
Il 47enne è stato individuato e arrestato a Catania. Accanto a Cammarata emergerebbe la figura della compagna, Rosetta Scorza, di 44 anni: la donna si sarebbe occupata delle fasi preparatorie della spedizione e della lavorazione della droga. Scorza avrebbe anche gestito, secondo la procura di Catania, gli ambienti di coltivazione della marijuana.

Entrambi sono accusati anche di riciclaggio di denaro. Le indagini hanno portato a diversi interventi delle forze dell’ordine, si in Italia che in Spagna, con l’arresto in flagranza di 13 persone e il sequestro complessivo di oltre 900 chili di droga, tra hashish e marijuana, oltre che di una piantagione a Mascali e di due fucili e due pistole. Uno di questi blitz ha portato la polizia spagnola a sequestrare 179 chili di marijuana e 156 chili di hashish, mentre in Italia la guardia di finanza ha recuperato 150 chili di marijuana a bordo di una imbarcazione proveniente da Barcellona e diretta verso le coste siciliane. Appartiene alla stessa banda anche il carico di 273 chili di marijuana sequestrato dalle fiamme gialle al porto di Civitavecchia.

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