ROMA – Mentre si aprono i colloqui tra Iran e Stati Uniti per un nuovo accordo sul nucleare, nello Stretto di Hormuz si tengono esercitazioni della Marina iraniana. Uomini e mezzi sono arrivati ieri per una “esercitazione” e stamani il capo della Marina delle Guardie della Rivoluzione, il contrammiraglio Alireza Tangsiri, ha spiegato che si tratta di un’azione “completa a livello di superficie, aerea e persino sottomarina”. L’Iran, ha quindi affermato, intende “opporsi a qualsiasi nemico fino alla morte per queste isole e queste acque”.
L’azione – che si tiene in uno degli snodi strategici più caldi della regione – ribadisce la linea politica di Teheran rispetto agli Stati Uniti: bene negoziare, ma non saranno accettate nuove minacce di attacchi militari da parte di Washington o, indirettamente, dal suo alleato Israele.
MARCO RUBIO: “IL PRESIDENTE TRUMP PREFERISCE SEMPRE SOLUZIONI PACIFICHE E NEGOZIATE”
Nel frattempo, presso l’ambasciata dell’Oman a Ginevra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sta tenendo un incontro con l’inviato speciale per il medio oriente Steve Witkoff e il consigliere alla Casa Bianca Jared Kushner, mediato dal ministro degli Esteri omanita Badr bin Hamad al-Busaidi. Gli Stati Uniti premono affinché Teheran rinunci ai suoi programmi di arricchimento dell’uranio e quindi alla produzione di armamenti; l’Iran ha manifestato la volontà di accogliere alcune richieste a patto che gli Stati Uniti rimuovano le sanzioni economiche che gravano sull’economia nazionale. “Il presidente Trump- ha detto ieri il segretario di Stato Marco Rubio- preferisce sempre soluzioni pacifiche e negoziate“, chiarendo che “se ci sarà l’opportunità di raggiungere diplomaticamente un accordo che affronti le questioni che ci preoccupano, saremo molto aperti e favorevoli. Ma non voglio esagerare”.
IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO ARAGHCHI: “A GINEVRA CON IDEE CONCRETE PER UN ACCORDO GIUSTO ED EQUO”
Ieri, prima di recarsi in Svizzera, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi su X ha chiarito: “Sono a Ginevra con idee concrete per raggiungere un accordo giusto ed equo. Quello che non è sul tavolo: la sottomissione prima delle minacce”. Alla vigilia della partenza, Araghchi ha poi duramente criticato il ruolo delle potenze europee, a partire dalla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, che ha definito “un circo”: “La paralisi e l’irrilevanza dell’Ue/E3”, il gruppo che riunisce le istituzioni dell’Unione europea coi governi di Francia, Regno Unito e Germania, “si manifestano nelle dinamiche che circondano gli attuali colloqui sul programma nucleare iraniano”. Secondo il ministro, l’Europa, “un tempo interlocutore chiave”, oggi “è scomparsa. Al contrario, i nostri amici nella regione del Golfo sono molto più efficaci e disponibili di un E3 a mani vuote e periferico”.
Il gruppo Ue/E3 ha giocato un ruolo chiave nei colloqui preparatori che portarono all’accordo sul nucleare del 2015, allora sottoscritto dal presidente degli Stati Uniti Barak Obama, da cui poi il successore Donald Trump uscì unilateralmente nel 2018, nel corso del suo primo mandato alla Casa bianca.
TRUMP COINVOLTO INDIRETTAMENTE NEI COLLOQUI: “NON CREDO VOGLIANO LE CONSEGUENZE DI UN MANCATO ACCORDO”
In viaggio sull’Air Force One, Trump ha detto la sua sui colloqui: “Penso che vogliano raggiungere un accordo. Non credo che vogliano le conseguenze di un mancato accordo“. E ha aggiunto: “Sarò coinvolto indirettamente in quei colloqui e saranno molto importanti. Vedremo cosa succederà. Come al solito, l’Iran è un negoziatore molto duro“.







