di Vittorio Di Mambro Rossetti e Alessandra Fabbretti
ROMA – Inizieranno nella mattinata per concludersi domani i colloqui tra Russia, Ucraina e Stati Uniti a Ginevra, per cercare nuovamente di porre fine alla guerra attraverso la via diplomatica. Gli ultimi due recenti incontri – quello del 23 e 24 gennaio e 4 e 5 febbraio negli Emirati – non hanno prodotto nessun avanzamento significativo. Secondo quanto riferito invece da una fonte del Cremlino all’agenzia di stampa russa Tass, il 17 e 18 febbraio i negoziatori “punteranno a concordare i parametri quadro” di un possibile accordo. L’appuntamento odierno è stato tuttavia preceduto da un’escalation di attacchi da parte delle forze russe, che dalla notte scorsa hanno sparato 29 missili e 396 droni. Gli attacchi proseguono anche stamani: tre le vittime nella regione orientale di Donetsk. “Questa mattina, un drone russo ha raggiunto un’auto che trasportava dipendenti della centrale termoelettrica di Sloviansk”, ha detto il viceministro dell’Energia ucraino Artem Nekrassov, aggiungendo che “purtroppo, tre di loro sono morti”. Stamani, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul suo canale Telegram ha riferito che dalla notte scorsa Mosca ha eseguito “un attacco combinato, appositamente calcolato per danneggiare il più possibile il nostro settore energetico”, colpendo in tutto “12 regioni”. “Nove persone sono rimaste ferite, tra cui bambini- ha continuato il presidente- e ci sono danni a più di dieci edifici residenziali e alla rete ferroviaria” mentre “decine di migliaia di persone a Odessa sono rimaste senza riscaldamento e acqua”. Dal canto loro, i media russi riferiscono che le forze ucraine hanno colpito la regione di confine di Belgorod con una trentina di droni nelle ultime 48 ore, causando il ferimento di una donna. Mentre Zelensky continua a chiedere ai suoi alleati sanzioni sulla Russia e aiuti militari a Kiev, il portavoce del Kremlino Dmitry Peskov chiarisce: “Non abbiamo intenzione di rilasciare dichiarazioni o commenti”, aggiungendo di non aspettarsi “novità per la giornata di oggi”, dal momento che i colloqui “proseguiranno anche domani”.
Intanto, il giornalista e Premio Nobel per la Pace russo Dmitry Muratov in un video fa appello ai negoziatori affinché pongano fine alla “punizione collettiva” contro la popolazione ucraina: “Mentre costruite un nuovo ordine mondiale, state distruggendo la civiltà” dice Muratov, osservando che prima “le persone avevano acqua, riscaldamento e luce. Ridate alle popolazioni queste cose. Restituite loro acqua, riscaldamento e luce”, che per l’ex direttore del giornale d’opposizione Novaya Gazeta “non sono politica, ma beni di prima necessità per la sopravvivenza umana”.
ZELENSKY: MASSICCIO ATTACCO RUSSO, 400 DRONI E 29 MISSILI
“Sono in corso operazioni di soccorso e riparazione in molte delle nostre regioni dopo un massiccio attacco russo. Si è trattato di un attacco combinato, deliberatamente calcolato per causare il maggior danno possibile al nostro settore energetico. Sono stati utilizzati quasi 400 droni e 29 missili di vario tipo, compresi quelli balistici. Un numero significativo di velivoli è stato abbattuto, ma purtroppo ci sono stati anche dei colpi a segno”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. A Odessa, aggiunge, “decine di migliaia di persone sono rimaste senza riscaldamento e acqua dopo l’attacco dei droni. Tutti i servizi necessari stanno lavorando per fornire assistenza. In totale, 12 regioni sono state colpite e, purtroppo, 9 persone sono rimaste ferite, tra cui bambini. Più di dieci edifici residenziali e infrastrutture ferroviarie sono state danneggiate. I partner devono rispondere a tutti questi attacchi contro la vita. La Russia deve essere ritenuta responsabile della sua aggressione. La nostra diplomazia sarà più efficace se ci saranno giustizia e forza. Forza della pressione sulla Federazione Russa: pressione sulle sanzioni e supporto costante e rapido all’esercito ucraino e alla nostra difesa aerea. Perché la pace sia reale e giusta, l’azione deve colpire l’unica fonte di questa aggressione: perché è Mosca che continua le uccisioni, gli attacchi massicci e gli assalti”.


UNICEF: A 4 ANNI DA INIZIO GUERRA PIÙ DI UN TERZO BAMBINI SFOLLATI
Più di un terzo dei bambini ucraini – 2.589.900 – è ancora sfollato mentre la guerra in Ucraina entra nel suo quinto anno. Questo numero comprende oltre 791.000 bambini all’interno dell’Ucraina e quasi 1.798.900 bambini che vivono come rifugiati al di fuori del Paese. “Milioni di bambini e famiglie sono fuggiti dalle loro case in cerca di sicurezza, e 1 bambino su 3 è ancora sfollato a quattro anni dall’inizio di questa guerra implacabile. Per i bambini in Ucraina, la sicurezza è sempre più difficile da raggiungere, dato che gli attacchi alle aree civili continuano in tutto il Paese. In molti modi, la guerra segue questi bambini”, ha dichiarato la direttrice regionale dell’Unicef per l’Europa e l’Asia centrale Regina De Dominicis. Molti bambini sono stati costretti a fuggire dalle loro case più volte. Una recente indagine condotta dall’Unicef ha rilevato che tra gli sfollati, 1 adolescente su 3 di età compresa tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di essersi spostato almeno due volte. La sicurezza è stata citata come la ragione più comune della fuga. I bombardamenti, tra cui l’intensificarsi degli attacchi a lungo raggio, hanno ucciso o ferito più di 3.200 bambini dal 24 febbraio 2022. L’anno scorso si è registrato un aumento del 10% delle vittime tra i bambini rispetto al 2024, il terzo anno consecutivo in cui le vittime tra i bambini verificate dalle Nazioni Unite sono aumentate. I servizi su cui i bambini fanno affidamento sono stati decimati negli ultimi quattro anni e sono sempre più sotto pressione. Più di 1.700 scuole e altre strutture scolastiche sono state danneggiate o distrutte, con la conseguenza che 1 bambino su 3 non può frequentare la scuola in presenza a tempo pieno.
I recenti attacchi alle infrastrutture energetiche hanno lasciato milioni di bambini e famiglie a lottare per sopravvivere a temperature estreme sotto lo zero, costretti a sopportare giorni senza riscaldamento, elettricità e acqua in casa. I neonati e i bambini piccoli sono i più esposti al rischio di malattie respiratorie e ipotermia in queste condizioni, mentre le strutture mediche faticano a funzionare sotto gli attacchi e la riduzione dell’energia, con quasi 200 strutture mediche danneggiate o distrutte solo nel 2025. Oltre ai pericoli fisici, la salute mentale dei bambini è sempre più a rischio. La paura costante di attacchi, l’infinito rifugiarsi in scantinati e l’isolamento a casa con connessioni sociali limitate hanno messo in difficoltà gli adolescenti. Una recente indagine ha rilevato che un ragazzo su quattro tra i 15 e i 19 anni sta perdendo la speranza di un futuro in Ucraina, evidenziando l’urgente necessità di sicurezza e stabilità e di investimenti nei servizi e nelle opportunità fondamentali di cui bambini e giovani hanno bisogno.
L’Unicef lavora in tutta l’Ucraina e nei Paesi limitrofi per sostenere i bambini colpiti dallo sfollamento e dalle violenze in corso, fornendo assistenza salvavita e servizi essenziali. L’Unicef fornisce l’accesso all’acqua potabile, all’assistenza sanitaria, alla nutrizione, all’istruzione, alla protezione dell’infanzia e al sostegno psicosociale e alla salute mentale, contribuendo inoltre alla riparazione e alla riabilitazione di infrastrutture essenziali come scuole, strutture sanitarie e sistemi idrici danneggiati dagli attacchi. Nel 2025, attraverso le autorità locali e i partner, l’Unicef ha raggiunto 7 milioni di persone, tra cui 2,5 milioni di bambini, con un sostegno umanitario. Il programma di ripresa dell’Unicef, in collaborazione con le autorità nazionali e locali, ha rafforzato i servizi sociali per circa 9,8 milioni di persone in tutto il Paese. “Gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario devono essere rispettati e devono essere adottate tutte le misure possibili per proteggere i bambini e le infrastrutture civili da cui dipendono. Ogni bambino ha il diritto di crescere in sicurezza e questo diritto deve essere rispettato senza eccezioni”, ha dichiarato De Dominicis.







