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Dissidenti M5s pronti allo strappo se resta Raggi

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Possibile lista a favore del candidato unitario, Gualtieri ci pensa
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ROMA – I dissidenti a 5 stelle di Roma sono pronti allo strappo. “Nessuna voglia di una poltrona per il nostro futuro, non ci interessa trovare un posto a livello personale e facciamo un ragionamento ad esclusivo interesse della città- assicurano all’agenzia Dire alcuni di loro, raggiunti telefonicamente nel pomeriggio- ma la richiesta alla sindaca Raggi di fare un passo indietro per mantenere lo schema di alleanza nazionale resta. Se la sindaca insiste? Amici come prima, ma ognuno ne trarrà le conclusioni”. È questa, insomma, la situazione sotto il cielo pentastellato dell’amministrazione Raggi, quando mancano pochi mesi al voto, che l’agenzia Dire ha potuto ricostruire. Il malumore della minoranza grillina sta esplodendo in questi giorni di votazioni sul bilancio di previsione del Comune di Roma, durante le quali spesso la maggioranza si è ritrovata senza numeri sufficienti, ma da mesi ha il nome e la faccia di un gruppo di consiglieri che si ritrova sotto la sigla comune de “Il Piano di Roma“. Loro sono, come noto, Enrico Stefàno, Alessandra Agnello, Marco Terranova, Donatella Iorio, Angelo Sturni. A questi si aggiungono nell’area dei dissidenti, seppur con posizioni non del tutto omogenee, anche le consigliere Agnese Catini e Simona Ficcardi.

Il rischio che la maggioranza del M5s vada in frantumi, spaccando la base grillina anche a livello di ricandidatura, esiste. E non sembra un caso che proprio oggi Raggi abbia pubblicato un post su Facebook per chiedere alla base il sostegno popolare. Fino a che punto arriverà il mal di pancia della minoranza pentastellata ancora non è noto. Sul tavolo c’è una richiesta alla Raggi di farsi da parte per poter appoggiare un candidato comune Pd-M5s benedetto dai vertici nazionali del Movimento. Secondo alcune ricostruzioni, non confermate ufficialmente, il gruppo sarebbe pronto anche a creare una lista elettorale a sostegno di un candidato con queste caratteristiche. Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia del Governo giallorosso, se benedetto da Conte, potrebbe innescare la bomba ed alzare il livello dello scontro fino ad uno strappo definitivo. L’ex ministro, però, seppur tentato, almeno a quanto si apprende da fonti a lui vicine, non ha ancora deciso. E quindi il livello dello scontro tra i dissidenti e la sindaca resterà ancora sotto traccia per qualche giorno. “Non vogliamo fare una lista a tutti i costi- concludono le fonti raggiunte dalla Dire- ma se Raggi resta faremo le nostre valutazioni”

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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