Lega Bologna: “Zaki cittadino? Meglio se chiede asilo”

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Bosco: "La cittadinanza non è strumento di protezione internazionale"
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BOLOGNA – “Non mi risulta che ad oggi Patrick Zaki abbia fatto richiesta d’asilo all’Italia“. A sottolinearlo è il consigliere comunale della Lega a Bologna, Umberto Bosco, che nella commissione Parità del Comune di Bologna di oggi, fa presente ai colleghi che, piuttosto della cittadinanza italiana, Zaki dovrebbe chiedere e ottenere l’asilo politico in Italia. “La collega Lembi- inizia Bosco, replicando alla proposta della consigliera del Pd che ha presentato un ordine del giorno a sostegno della cittadinanza Zaki- ha detto che ci sono molte ragioni per conferire la cittadinanza a Zaki. Non so se due sono da ritenere molte, ma sono quelle che ha citato”.

La prima, “i legami con l’Italia. Le argomentazioni mi sono sembrate un po’ forzate, ma anche volendo prenderle per buone queste non rientrano tra le ragioni per cui può essere conferita la cittadinanza italiana per particolari meriti”. Secondo punto, il Comune di Bologna, come altri in Italia, punta a dare la cittadinanza allo studente egiziano per garantire la sua stessa incolumità. “Mi preme dire che la cittadinanza italiana non è uno strumento di protezione internazionale e non è neanche un’onorificenza a contrario della cittadinanza onoraria. Patrick Zaki- domanda Bosco- ha fatto domanda d’asilo allo Stato italiano? Perché quello mi sembra lo strumento forse più efficace attraverso cui lo Stato italiano può fare qualcosa di efficace”. Questo perché l’attivista egiziano “si trova in uno Stato che, secondo molti, non gli garantisce i diritti fondamentali, quindi mi sembra che ci siano tutti i presupposti per concedergli l’asilo politico. Però, non mi risulta che ad oggi questa domanda sia stata fatta”, afferma l’esponente del Carroccio, che fin da quando si è iniziato a parlarne è scettico al conferimento della cittadinanza a Zaki.

Già a luglio il leghista Bosco aveva l’impressione che intorno a Zaki si stesse “creando la figura del martire” e credeva che questo potesse “danneggiare la sua posizione”. Insomma, conclude Bosco: “Non vedo in che modo Zaki possa rientrare nei requisiti previsti dalla legge per il conferimento della cittadinanza italiana. Stando alla legge francamente non vedo in che modo si possa concretizzare”. “Sono quasi certa che non si possa chiedere asilo se non si è sul territorio italiano”, replica la consigliera del Partito democratico, Roberta Li Calzi. “Non entro nel merito delle molte altre iniziative che si possono promuovere a favore della liberazione di Zaki perché ognuno ha le sue sensibilità e i suoi modi”, risponde Simona Lembi, proponente di uno dei due ordini del giorno sullo stesso tema. Il secondo ordine del giorno, che insiste sempre sul conferimento della cittadinanza italiana a Zaki, è proposto dalla consigliera di Coalizione Civica, Emily Clancy. A seguito del dibattito in commissione, ora le consigliere si confronteranno per realizzare un unico documento che sarà nuovamente sottoposto all’attenzione dei consiglieri del Comune di Bologna.

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