Vandali all’asilo ‘Piscine’ di Torre Spaccata, l’istituto resta chiuso

"Comprendiamo il disagio delle famiglie, che ci auguriamo comprendano l'impossibilità di svolgere attività didattiche nella situazione che le immagini documentano"
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ROMA – Vernice sui muri e sul pavimento, cassetti divelti, e danni in quasi tutti negli ambienti della scuola. E’ lo scenario che questa mattina si è presentato davanti agli occhi degli operatori della scuola dell’Infanzia Piscine di Torre Spaccata nel Municipio VII, a Roma. A darne notizia, la minisindaca Monica Lozzi e l’assessore municipale alla Scuola Monica De Santis.







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“Questa mattina- ha detto quest’ultima su Facebook- con la Polizia locale di Roma Capitale, che è prontamente intervenuta insieme ai Carabinieri a seguito di un’intrusione con scasso e furto registrata abbiamo dovuto constatare la vera e propria vandalizzazione di alcuni ambienti interni. Per consentire il ripristino dei luoghi e un’adeguata sanificazione oggi la scuola dell’infanzia e la sezione ponte non potranno accogliere i piccoli utenti: il personale docente sarà impegnato nelle attività di inventario dei beni, mentre tecnici e operai saranno al lavoro per rimettere a posto i locali, così da garantire alle bambine e ai bambini un rientro sereno e sicuro martedì 18″.

“Comprendiamo il disagio delle famiglie, che ci auguriamo comprendano l’impossibilità di svolgere attività didattiche nella situazione che le immagini documentano. L’impegno di tutti- dal personale scolastico agli operatori, dal Municipio al Dipartimento, dalla RMS alla Dussman- è da oggi stesso quello di fare il massimo per ripristinare in tempi brevissimi le condizioni idonee ad accogliere i piccoli utenti, mentre le Forze dell’Ordine proseguono le attività di indagine e pattugliamento”, aggiunge De Santis.

Infine, il monito della presidente Lozzi, “Come sempre, le vostre zozzerie saranno vanificate– ha detto riferendosi agli autori del gesto- dal nostro impegno: tutto tornerà a posto in breve tempo. E ci vedrete ancora più decisi di prima a fermare la vostra vergognosa arroganza. In questo momento siamo tutti chiamati a prenderci le nostre responsabilità, ognuno nel proprio ruolo. Nessuno di noi si senta escluso da questa battaglia di civiltà, perché uno di quei ragazzi potrebbe essere nostro figlio”.

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