VIDEO | Consorzio Chianti: “Recupereremo sulla Cina con l’America. Ma il governo ci liberi dalla burocrazia”

Oltre 4.000 presenze alla Fortezza da Basso di Firenze all'anteprima di Chianti lovers, l'anteprima del Consorzio Vino Chianti. È la sesta edizione
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FIRENZE – “Il 2020 sicuramente ci preoccupa: la Cina era uno dei Paesi obiettivo, su cui il consorzio ha fatto grossi investimenti che al momento sono in dubbio. Contiamo, però, che la situazione si risolva nel giro di un paio di mesi per ripristinare” nel Paese asiatico “l’ordinaria attività promozionale”. Detto questo “non abbiamo puntato solo sulla Cina: abbiamo iniziative anche in Sud America, in particolare in Brasile e Messico, che rappresentano mercati importanti e in costante sviluppo”. Lo ha spiegato alla ‘Dire’ Marco Alessandro Bani, direttore Consorzio Vino Chianti, nel corso dell’anteprima 2020 andata in scena ieri alla Fortezza da Basso, a Firenze.

In pratica, ha sottolineato, “cercheremo di compensare quel 5-10% di calo che potremmo teoricamente avere in Cina aumentando le esportazioni verso l’America del Sud, o il Giappone che, per effetto dell’abolizione dei dazi” nel 2018, “segna dei numeri con un positivo a doppia cifra”. C’è poi il mercato italiano, quello interno, che “sta andando alla grande: abbiamo incrementato le vendite del 6,3%. Tradotto? 1,8 milioni di bottiglie in più rispetto al 2018″. Un aumento che però “sconta una piccola flessione o stagnazione sui mercati esteri”. Il saldo tra mercato estero e quello interno “comunque ha fatto marcare un +1%: sembra poco, ma in termini assoluti vuol dire 1 milione di bottiglie in più di Chianti andate al giro per il mondo”.

CHIANTI AL GOVERNO: “STOP BUROCRAZIA, NON È PIÙ SOPPORTABILE”

La troppa “burocrazia sta affliggendo le nostre aziende: è questo il vero tema, perché noi non riusciamo più a sopportare questa situazione”. Lo ha sottolineato il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, nel corso dell’anteprima 2020 andata in scena ieri alla Fortezza da Basso, a Firenze.

“Il nostro mondo- ha spiegato alla ‘Dire’- vive di piccole e piccolissime aziende, che hanno l’obiettivo di produrre e vendere il prodotto: tutto quello che non aumenta la vendita di una sola bottiglia non serve”. L’appello è rivolto al governo, a cui Busi aggiunge un’altra richiesta che gira anche alla Regione Toscana: come dimostra anche quel che ha innescato sui mercati il coronavirus, serve ora “più flessibilità sui fondi che abbiamo a disposizione, così da poterli immediatamente spostare su un mercato, piuttosto che su un altro, e fronteggiare le problematiche”. Perché il consorzio dovrà far fronte alla cosiddetta ‘epidemia’ economica collegata al virus.

 

In questo momento, ha affermato Busi, “ci preoccupa sapere quando arriveremo al picco” dell’allerta, “il nostro problema è tutto lì. Passato il picco, infatti, dovremo essere subito pronti per affrontare un mercato che si risveglierà immediatamente”, visto che la Cina “è un Paese straordinario, con una forza e un’organizzazione incredibile, come vediamo da come stanno affrontando il coronavirus”.

Sempre sul fronte dell’export, dopo il sospiro di sollievo per i dazi Usa, manovra che per il momento esclude i prodotti italiani, il presidente guarda subito avanti: l’obiettivo, ha ragionato, è monetizzare il vantaggio acquisito sugli altri player europei. “Gli Stati Uniti sono il primo Paese delle nostre esportazioni: ogni anno esportiamo circa il 70% del Chianti prodotto, di cui il 30% è venduto in America. Quel mercato per noi rappresenta una grossa fetta della nostra produzione”. La scelta dell’amministrazione Trump “ci dà quindi un vantaggio rispetto agli altri Paesi: ne dobbiamo essere consci, sfruttando il momento”. Si tratta, aggiunge, di una situazione “che potrebbe portare una maggiore distribuzione del nostro prodotto in quel mercato”.

C’è poi il Chianti che non vive solo di export: “Il nostro primo Paese resta l’Italia, dove noi piazziamo circa il 30% della produzione. Abbiamo chiuso il 2019 con dati veramente eccezionali, perché abbiamo aumentato le vendite del 6,3%, con un +7,3 sul valore: il che vuol dire che il prezzo sullo scaffale aumenta e di questo siamo fieri”.

OLTRE 4.000 PERSONE ALL’ANTEPRIMA DEL CHIANTI A FIRENZE

“Chianti Lovers” l’anteprima del Consorzio Vino Chianti, in programma ieri alla Fortezza da Basso di Firenze e realizzata in collaborazione del Consorzio Tutela Morellino, ha confermato il grande successo dell’ultimo anno registrando oltre 4.000 presenze. Protagonisti di questa sesta edizione, realizzate con il cofinanziamento della Regione Toscana, sono state 122 aziende, 488 etichette in degustazione e 206 in anteprima.

“Ancora una volta ha premiato la scelta di voler aprire al grande pubblico”, ha spiegato Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti. Questa è infatti “un’occasione concreta per mettere in contatto le nostre aziende con le persone, che hanno così la possibilità di conoscere e apprezzare cosa c’è dietro ogni etichetta”. Il 2019, ha aggiunto, si è rivelato un anno importante anche sul fronte della qualità: “La vendemmia è in linea con le aspettative, abbiamo raggiunto l’obiettivo della riduzione del 10% delle quantità, come ci eravamo dati per mantenere i magazzini in linea con l’andamento commerciale. La qualità è ottima. Il merito di tutto ciò è delle aziende che negli anni scorsi hanno fatto importanti investimenti e oggi oltre il 75% dei vigneti è stato rinnovato“.

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17 Febbraio 2020
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