VIDEO | Giornata mondiale del gatto, perché si celebra il 17 febbraio

Condividi su facebook Condividi su twitter Condividi su whatsapp Condividi su email Condividi su print ROMA - Schivi, per loro natura non addomesticabili ma al
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Schivi, per loro natura non addomesticabili ma al tempo stesso dispensatori (a loro discrezione) di coccole e amore: sono i gatti, tra gli animali domestici più amati e certamente i re del web. Le loro foto postate sui social riescono a sciogliere il cuore anche dei meno avvezzi a cadere nella rete della ‘tenerezza felina’, mentre video curiosi riescono a portare il sorriso sul viso degli utenti anche nelle giornate più grigie.

Leggi anche Giornata mondiale del gatto, perché essere come loro migliora la vita

Esiste addirittura un giorno tutto per loro, il 17 febbraio. La giornata internazionale del gatto in molti paesi viene celebrata l’8 agosto, ma in Italia no, perché? La scelta del 17 febbraio per la festa italiana nasce dal risultato di un sondaggio lanciato su una rivista specializzata. I motivi sono molteplici, in primo luogo perché il 17 è un numero legato scaramanticamente alla sfortuna e al proverbiale gatto nero. Una seconda motivazione è da ricercarsi nel fatto che Febbraio è il mese del segno acquario, il più indipendente dello zodiaco. Inoltre i numeri 1 e 7 starebbero ad indicare il numero di vite che ogni singolo felino proverbialmente detiene.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»