Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Pd, Zingaretti: “Scissione è tragedia che finisce senza vincitori”

ROMA - "Parlando con tutti emerge che in questo momento ci
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print


ROMA – “Parlando con tutti emerge che in questo momento ci si sta rendendo conto della tragedia che sarebbe una scissione, si deve combattere contro l’illusione che un’eventuale rottura durerebbe un giorno, solo il giorno dell’addio. Dal giorno dopo inizierebbe una fase altrettanto complessa e drammatica”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, parlando a ‘Carta bianca’ su Raitre.

Quindi l’appello: “Tutti devono fare di tutto, soprattutto i protagonisti” per evitare la scissione, perché “il nostro popolo sembra convinto”. Nel Pd, sostiene il governatore, “in realtà paghiamo il prezzo di anni di poco investimento sul partito, sulla cultura unitaria, troppa forza delle correnti e dei personalismi. All’impatto della vera grande crisi politica del partito con la società, i limiti stanno venendo al pettine. C’è una difficoltà addirittura a parlarsi e dirsi la verità. C’è un’involuzione, ci stiamo allontanando, con un dibattito imploso, da un Paese che vive un’altra agenda di tragedie, quelle del lavoro, della diseguaglianza, dell’Europa”.

Zingaretti quindi ricorda: “Sono tra coloro che alcune settimane fa disse: attenti che finirà come il film ‘War games’, non ci sarà un vincitore, perché ci arriviamo con una struttura unitaria molto fragile, ci vorrebbe un salto di qualità”.

Possibile non fare una telefonata per tentare di evitare la rottura? “Il mondo si ricorda Kennedy e Kruscev perché ad un certo punto hanno evitato una guerra mondiale, nessuno riflette chi ha chiamato prima l’altro. E’ il momento di capire la complessità e non banalizzare e capire quanto una rottura, una scissione sarebbe l’apertura di una fase drammatica”.

“Purtroppo dai segnali che abbiamo in queste ore il rischio” di una scissione “è più serio”, per cui “con pazienza e umiltà bisogna più che cercare i tifosi cercare persone che hanno forza di sopra-elevarsi. Se restano in campo gli estremismi non ce la faremo mai”, prosegue il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Chi potrebbe farlo? “Usciamo da l’illusione che ci sia la persona o il leader, occorre ritrovare il gusto della collegialità“, continua il governatore.

“Io ho parlato con molti” dirigenti del Pd in questi giorni, “ed evito di dirlo ai giornali, non per nascondere verità, ma perché ora non ci dobbiamo parlare con le interviste, è una strana abitudine del gruppo dirigente. Bisogna smussare senza fare cose nascoste, ma per trovare soluzioni. Con una scissione fra qualche mese dovremmo vederci per trovare un comune punto di vista sull’Italia. Qualche anno fa, e non trenta, quando fu fondato il Pd si partì dalla consapevolezza che divisi non si ha la credibilità necessaria per salvare il Paese“, conclude il presidente della Regione Lazio.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»