A.a.a. cercasi informatici, a Imola c’è una Silicon Valley che punta a nuovi talenti

Nella zona di Imola ci sono ben 30 aziende legate all'informatica
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BOLOGNA – Oltre 1.000 persone lavorano nel settore informatico a Imola, che cresce ormai del 20% ogni anno, ma tra queste gli imolesi non sono neanche 200. In realtà, neanche le imprese del comparto si conoscono bene tra loro e, soprattutto, devono importare in media fino all’80% i loro addetti specializzati, visto che le scuole e l’Università non ne sfornano abbastanza a livello locale (in un Paese dove l’offerta specifica non copre nemmeno al 10% la domanda). È questa l’urgenza che spinge il Comune di Imola, a fianco degli esperti di Imola Informatica e LocalFocus, a lanciare a tutta forza un evento ad hoc di due giorni (10 e 11 marzo) aperto al pubblico, di scena all’autodromo Enzo e Dino Ferrari, per cercare dunque di creare un nuovo distretto viste già le tante startup. Se la formula della ‘fiera’ avrà successo verrà esportata anche in altri territori, emiliano-romagnoli e non. Intanto, quella di Imola “sarà un’occasione unica per conoscere cosa si muove in un territorio dove operano 30 aziende legate all’informatica, anche se all’evento contiamo di portarne una cinquantina”. Il tutto per consolidare “una Silicon valley sorta fra l’Emilia e la Romagna, fatta di storie concrete di successo, di servizi realizzati, di formazione e professionalità emergenti“, spiega l’amministratore delegato di Imola Informatica Claudio Bergamini, in conferenza stampa oggi al fianco del sindaco Daniele Manca e del suo assessore all’Economia Pierangelo Raffini, oltre che del presidente di LocalFocus Fabio Montefiori.

Saranno cinque le tavole rotonde ‘informatiche’ all’autodromo, declinate tra cittadini e imprese: Informatica per la città e i cittadini; Tecnologia e software nei prodotti e nella produzione; Internet Studio, commercio, produzione, vendita; Formazione, lavoro, esigenze formative per gli imolesi; Gestione aziendale. Manca, da parte sua, oltre a enfatizzare il nuovo profilo dell’autodromo non solo centrato sui motori, sprona l’Alma Mater a fare sempre meglio sulla formazione: “Vogliamo stimolare l’Università a lavorare per offrire nel territorio un numero di laureati di riferimento superiore, a Imola ci sono tanti ingegneri che arrivano da altre città e quindi bisogna insistere”. Si appellano a tutti, quindi, gli organizzatori, anche nelle brochure ufficiali: “Vogliamo raccontare- si legge- ‘storie di informatica’. Storie di aziende tipiche del tessuto industriale imolese cresciute grazie agli investimenti in informatica. Storie di aziende che offrono tecnologia e servizi, ma anche di nuovi mestieri e nuove opportunità che stanno nascendo. Storie di scuole che offrono formazione sull’informatica. Storie di come l’informatica può aiutare a sviluppare il turismo del territorio”.

di Luca Donigaglia, giornalista professionista

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