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Norcia, la fiamma benedettina si riaccende il 22 e va in Europa

La fiaccola, dopo essere stata a Bruxelles, tornerà in italia e il 25 marzo, proprio a Norcia, sarà rinnovato il Trattato di Roma
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ROMA – La fiaccola benedettina ‘Pro Pace Et Europa Una’ riprende come di consueto il suo viaggio. L’edizione 2017, promossa come ogni anno dalle città benedettine di Norcia, Subiaco e Cassino partirà ufficialmente il 22 febbraio con la benedizione di papa Francesco nel corso di un’udienza generale che vedrà la partecipazione dei tedofori della fiaccola e dei sindaci delle tre città, rispettivamente Nicola Alemanno, Francesco Pelliccia e Carlo Maria D’Alessandro. L’edizione 2017 della fiaccola benedettina è stata presentata stamattina nella sala dei Mosaici dell’Ufficio informazioni del Parlamento Europeo a Roma. “Si tratta di una goccia nel mare, una goccia che però dà la possibilità all’Europa di tornare a riflettere sulle sue radici- dichiara nel corso della conferenza l’assessore all’Agricoltura, Cultura e Ambiente della Regione Umbria Fernanda Cecchini-. Non sarà un momento di festa, ma di speranza: i terremoti ci danno la possibilità di ripartire, ricostruire, dare speranza ai cittadini e far pensare loro che si possa costruire insieme un luogo e una comunità migliore. Questo terremoto ha rimesso al centro dell’attenzione Norcia come centro di cultura, di enogastronomia, di spiritualità, ma soprattutto come luogo ferito”.

E proprio a Norcia la fiaccola verrà ufficialmente accesa simbolicamente sulle macerie della basilica di S. Benedetto, crollata dopo il sisma del 30 ottobre. La scelta di questo luogo oltre a rinnovare il consueto messaggio di speranza della fiaccola propone di prendere a modello la storia di Benedetto, che riuscì a ricostruire l’Europa dalle macerie. “Voi state disegnando in questo mese un percorso- afferma l’europarlamentare e presidente della Commissione Cultura e Istruzione Silvia Costa- ed è in questa nuova prospettiva che abbiamo cominciato a rilanciare la dimensione degli itinerari culturali europei”. Percorsi ideali e spirituali che secondo Costa sono a fondamento dei valori europei e “chiamano l’Europa ad essere coerente con questi valori”.

Il viaggio della fiaccola, che dopo la tappa del 4 marzo a Subiaco verrà accolta dal presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani a Bruxelles, assume quindi quest’anno un duplice significato. Portare l’attenzione delle istituzioni europee sugli accadimenti di Norcia e del centro Italia nella ricerca di un sostegno internazionale ampio e condiviso alle comunità del cratere, e ripartire dall’idea di civiltà europea, che San Benedetto realizzò diffondendo il monachesimo, per superare la profonda crisi identitaria che l’Unione sta attraversando. Passaggio che si concretizzerà in occasione del sessantesimo anniversario del Trattato di Roma. Il 25 marzo infatti, dopo la tappa del 19 a Cassino e a pochi giorni dalle celebrazioni religiose e civili delle città benedettine del 20 e 21 marzo, le autorità europee rinnoveranno il trattato proprio a Norcia, nel contesto delle celebrazioni benedettine. Non solo un momento di rinnovato impegno europeista, ma anche l’occasione per le comunità del cratere di ufficializzare l’amicizia di Cassino e Subiaco, con cui il centro umbro firmerà formalmente un gemellaggio sottoscritto anche da Tajani. Un modo per suggellare la vicinanza che in questi mesi le due città hanno dimostrato alla comunità di Norcia ed incoraggiare le potenzialità turistiche delle tre città sotto il brand ‘Terre di San Benedetto‘ promuovendo in particolare il prodotto ‘Cammino di S. Benedetto’ che tanto successo sta riscuotendo in termini di utenze. “È importante camminare adagio per la strada che unisce i luoghi di San Benedetto- afferma l’assessore alla Cultura e Politiche Giovanile Lidia Ravera-. Dobbiamo preservare questi luoghi straordinari dal punto di vista naturalistico promuovendo un nuovo turismo, un turismo lento, di risurrezione, di palingenesi. Forti della nostra contiguità con la storia del pensiero benedettino, impariamo a parlare al mondo proprio a partire dai cammini del Lazio e non solo. Percorsi che vanno tutelati, valorizzati e promossi”.

di Annalisa Ramundo, giornalista

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