Con la scissione del Pd il Governo è a rischio e le elezioni si avvicinano

Un renziano dei piani alti a colloquio con la DIRE spiega a che cosa vanno incontro Partito e Governo
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ROMA – “La mediazione è saltata, Renzi adesso non può cedere” spiega alla DIRE un ‘renziano’ dei piani alti del Pd. “A questo punto sarà scissione e da domani il governo Gentiloni sarà a rischio…“. Addirittura? “Domani Bersani e compagnia presenteranno il loro manifesto, poi in delegazione verranno domenica all’assemblea nazionale del Pd e lì chiederanno il voto. Saranno respinti a grande maggioranza e se ne andranno”. Poi? “Da quel momento è tana libera tutti, sarà il caos in Parlamento. Perché dalla prossima settimana si formeranno i gruppi parlamentari degli scissionisti, uno da 40 alla Camera e uno di 20 al Senato. Quindi la situazione comincerà a farsi pericolosa per il Governo perché a quel punto si bloccheranno i meccanismi parlamentari”. Cioè? “Il Pd non avrà più la maggioranza nelle commissioni, quindi i provvedimenti come si voteranno?”.

Non solo, per i ‘renziani’ ci saranno conseguenze anche fuori dal Parlamento: “Se il presidente della Toscana Rossi se ne andrà, cadrà anche la sua giunta in Toscana. Lì non sarà possibile per il Pd sostenere un presidente scissionista”.

A questo punto, con una situazione politica incandescente, il governo Gentiloni comincerà a ballare ed anche il congresso sparirà dall’orizzonte: “Perché- continua la fonte ‘renziana’- Renzi con chi si confronterà? Chiaro che Orlando in quel tipo di situazione non scenderà in campo… Quindi niente congresso ed elezioni probabili a giugno“. Ma la legge elettorale? “Ho sentito che si comincia a parlare di fare un decreto solo per un aspetto formale, di introdurre la doppia preferenza di genere al Senato… Basta, poi il quadro politico si complicherà così tanto che diventerà urgente andare al voto, a Giugno”. Se così sarà, un capolavoro di tattica: Renzi avrà le sue elezioni anticipate, e la colpa sarà della minoranza di sinistra.

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