lunedì 10 Agosto 2026

L’incubo “Bianco” di Bonatti: arriva al cinema una storia mitica di alpinismo

Pronto per il grande schermo il film tratto dal libro "Frêney 1961 – La tempesta sul Monte Bianco": girato "nel rispetto della montagna, che ci ha ripagati".

Le riprese si sono concluse in Alto Adige, nella zona montuosa dell’Alta Val Venosta, ma il film è stato girato in Valle d’Aosta e nei luoghi reali della vicenda che racconta: dal Flambeaux alla Fourche fino al Peuterey e ai piedi del Pilone Centrale del Frêney, una immensa parete di roccia verticale alta 800 metri. Le riprese sono passate da Roma in teatro di posa dove sono state ricostruite con estrema verosimiglianza, attraverso tecnologie avanzate, la parete e le cenge del Frêney. E, appunto, si sono poi concluse sulle nevi dell’Alto Adige. Insomma, “Bianco”, il nuovo film di Daniele Vicari con Alessandro Borghi nel ruolo del grande alpinista Walter Bonatti è pronto per il Grande schermo: sarà prossimamente al cinema con 01 Distribution, è stato ufficialmente annunciato alcuni giorni fa.


LA SPEDIZIONE DI BONATTI, L’INCONTRO, LA TEMPESTA…

Il film è tratto dal libro “Frêney 1961 – La tempesta sul Monte Bianco” di Marco Albino Ferrari che, insieme a Massimo Gaudioso, Francesca Manieri e Daniele Vicari, firma soggetto e sceneggiatura: racconta dunque la spedizione di Walter Bonatti e due suoi abituali compagni di cordata, Andrea Oggioni e Roberto Gallieni, alla conquista dell’inviolato Pilone Centrale del Frêney. Nell’avvicinamento alla meta, al bivacco della Fourche, gli italiani incontrano una cordata di quattro francesi, guidata da Pierre Mazeaud. Decidono di partire insieme: è l’alba del 10 luglio 1961. La scalata inizia e rapidamente i sette alpinisti sono prossimi all’obiettivo quando, inaspettatamente, si scatena una tempesta di neve e vento. Un incubo che blocca tutti su strettissimi terrazzini per quattro giorni e quattro notti, al freddo e senza cibo. Ed è l’inizio della tragedia. Oltre Alessandro Borghi, il cast di “Bianco” (coproduzione Italia, Francia, Belgio) è composto da Pierre Deladonchamps, Finnegan Oldfield, Marlon Joubert, Quentin Faure, Alessio Del Mastro, Jonas Bloquet.

IL REGISTA: ABBIAMO GIRATO IL FILM RISPETTANDO LA MONTAGNA, CI HA RIPAGATI

“Dopo l’ultimo ciak di Bianco, tre mesi tra 3000 e 3500 metri d’altezza- dichiara in una nota il regista Daniele Vicari all’indomani della fine delle riprese– ci siamo resi conto di non aver avuto nemmeno un cedimento, solo il desiderio di continuare ad essere lì. La montagna dà energia, ci guida verso l’alto e ci chiede solo di essere rispettata. La nostra troupe lo ha fatto, l’ha rispettata e lei ci ha dato una quantità tale di bellezza che basterà per anni, come un carburante miracoloso ci porterà lontano, dove l’immaginazione vince sulle paure e sul senso del limite, le cose per le quali vale la pena continuare a fare cinema”.

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