Relazione Dia: ancora attivi rapporti tra Cosa Nostra siciliana e americana

Dal documento semetrale presentato al Parlamento emerge anche che i maggiori flussi di droga in Sicilia provengono da Calabria e Campania
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PALERMO – “Attivita’ di indagine piu’ recenti hanno confermato la persistente attualita’ di rapporti tra esponenti di famiglie storiche di Cosa nostra palermitana, cosiddetti perdenti, con elementi di Cosa nostra americana con particolare riferimento alla famiglia Gambino da oltre cinquant’anni radicata negli Stati Uniti”. Lo ricorda la Dia nella sua relazione semestrale al Parlamento.

Nel documento si fa riferimento al blitz ‘New Connection’, del 17 luglio 2019, che ha colpito il mandamento mafioso palermitano di Passo di Rigano, storica roccaforte della famiglia Inzerillo. La relazione ricorda che nel blitz di luglio, scattato tra la Sicilia e gli Usa, sono stati colpiti esponenti delle famiglie Gambino, Inzerillo, Di Maggio, Mannino e Spatola: sono gli eredi dei cosiddetti ‘scappati’ della guerra di mafia dei primi anni Ottanta, che furono costretti a lasciare Palermo per trovare rifugio negli Stati Uniti e scampare cosi’ al piombo dei Corleonesi di Toto’ Riina.

Secondo la Dia “non e’ quindi mai venuta meno la connessione tra affiliati e componenti delle consorterie del versante americano e siciliano”.

IN SICILIA FLUSSI DI DROGA DALLA CAMPANIA E DALLA CALABRIA

In Sicilia il traffico di stupefacenti costituisce “una delle piu’ remunerative fonti di ricchezze contanti” per le organizzazioni mafiose e rappresenta anche “un settore criminale nel quale consolidare alleanze”. 

In questo quadro “le citta’ di Palermo e Catania – sostengono gli investigatori – continuano a ricoprire un ruolo di centralita’ nei flussi di hashish dalla Campania e di cocaina dalla Calabria“.

A dimostrazione della “ricerca di canali di approvvigionamento di stupefacenti stabili” da parte della criminalita’ organizzata siciliana, la Dia cita le operazioni ‘Black Smith’ e ‘Kerkent’. La prima, conclusa dalla squadra mobile di Palermo il 21 maggio 2019, ha consentito di arrestare 21 persone considerate responsabili di aver condotto un traffico di hashish e cocaina da Napoli a Palermo. La seconda, invece, ha portato all’arresto di 32 persone facendo luce sulle dinamiche del mandamento mafioso di Agrigento e documentando come il suo elemento di vertice avesse costituito e diretto in prima persona un traffico di droga con un approvvigionamento “che avveniva anche grazie ai contatti con la ‘ndrangheta vibonese”

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17 Gennaio 2020
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