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Iori (Pd): “Il caso di Giulia non rende onore a chi rispetta l’aeronautica”

ROMA - Prima le botte e le urla, poi le frustate. Per gioco, per rito, per 'battesimo' diranno i suoi
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ROMA – Prima le botte e le urla, poi le frustate. Per gioco, per rito, per ‘battesimo’ diranno i suoi commilitoni. Due video ritraggono invece un’umiliazione che non contempla giustificazione. E’ la storia di Giulia Jasmine Schiff, 20 anni, allieva pilota alla Scuola di volo di Latina. E’ una storia di nonnismo. E’ il commento della senatrice PD Vanna Iori, membro del Comitato DireDonne.

“E’ una storia di denigrazione, di corpi maschili esibiti e utilizzati come indice di forza, di gerarchie- continua nel suo contributo la senatrice- che non rispettano il loro valore ma lo tradiscono perché si innestano sopra disvalori, che non rendono onore neppure a chi l’Aeronautica la rispetta ogni giorno con il proprio lavoro. Pensavamo, erroneamente, che il nonnismo si fosse estinto e invece la crudeltà delle immagini di quei due video ce lo ripropongono. Anzi ce lo fanno vedere. Una differenza rispetto al passato tutt’altro che secondaria. E allora- continua Vanna Iori- è proprio ora che l’indignazione si fa più forte, proprio perché supportata dall’efferatezza di quelle immagini, che bisogna rispondere con decisione. In questo senso mi auguro che si faccia chiarezza il prima possibile su quanto è avvenuto. Le mele marce vanno allontanate immediatamente. Va fatta giustizia. E non è una giustizia che ha come scopo solo quello di punire i colpevoli. E’ una giustizia che deve avere la forza di ribaltare quel messaggio diseducativo che quella barbarie veicola. Quelle immagini- denuncia nel suo articolo la senatrice- ci dicono che Giulia è stata presa in giro, picchiata, denigrata solo perché donna. Perché ritenuta quindi incapace di difendersi fisicamente. Perché ritenuta inferiore. Ancora la desolante convinzione di ritenersi superiori in quanto uomini, puntando tutto appunto sulla forza fisica. Il coraggio di Giulia, che ha denunciato quanto è avvenuto, va sostenuto. Perché qualcuno, vedendo quelle immagini, potrà dire che in fondo sono gesti goliardici tipici di un ambiente militare. Che in fondo non si è fatto nulla di male, ma solo sottoporre quella ragazza a un rito. E’ però un rito inaccettabile. E come tale- conclude Iori- merita giustizia. Per Giulia. Per le donne”.

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