Sulla scuola è lite Di Maio-Renzi: “Smantelleremo riforma”, “Così 132mila docenti tornano precari”

ROMA – La Buona scuola irrompe nella campagna elettorale. Succede con Luigi Di Maio, leader M5s, che stamani attacca: “La riforma Renzi non ha nulla di buono. La smantelleremo partendo proprio da quelle misure che hanno trasformato la scuola in un’azienda: i super-poteri ai presidi, la chiamata diretta dei docenti, il bonus premiale e la card formazione per i docenti che è più una mancetta elettorale”. Ma l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi non ci sta: “Basta slogan, nessuno ha investito quanto noi”.

DI MAIO: PER SCUOLA 10,2% PIL E STIPENDI PIÙ ALTI AI DOCENTI

“Un grande Paese deve puntare tutto sull’istruzione perché è dal nostro livello d’istruzione che dipendono il futuro delle prossime generazioni e lo sviluppo dell’Italia. Ciò che più ci sta a cuore è avere una scuola inclusiva e innovativa, edifici sicuri e insegnanti motivati e valorizzati. Vogliamo dare alle famiglie la garanzia di una scuola statale completamente gratuita: i genitori non dovranno più pagare di tasca propria la carta igienica o il materiale didattico. Per questo, la prima cosa che faremo sarà aumentare le risorse per l’istruzione: nel medio termine vogliamo arrivare al 10,2% del Pil, in linea con la media europea”, spiega Di Maio.

“Per motivare i docenti- ha aggiunto- dobbiamo prima di tutto adeguare i loro stipendi alla media europea e garantire la valorizzazione della loro professionalità, anche con il rinnovo contrattuale e la retribuzione delle ore di formazione e aggiornamento. La professione docente deve tornare ad avere il prestigio che gli è stato sottratto, anche attraverso una stabilizzazione dei precari storici”.

RENZI: "DI MAIO SMANTELLERÀ BUONA SCUOLA? 132MILA DOCENTI DI NUOVO PRECARI"

“Abbiamo preso un impegno: fare una campagna elettorale sulla realtà, non sulle chiacchiere o sulle promesse. E mostrare ogni giorno una differenza con gli altri partiti. Oggi Di Maio dice che se vincono loro smantelleranno ‘la legge sulla buona scuola perché che non ha nulla di buono’. Prendiamo sul serio Di Maio, non sottovalutiamolo”, scrive su facebook Matteo Renzi, segretario Pd.

 “Ci sono 132 mila insegnanti che erano precari, che noi abbiamo assunto e che tornerebbero a fare i precari- aggiunge-. Ci sono gli aumenti previsti sia dal rinnovo del contratto che dalla Card Docenti che loro considerano mancia elettorale ma che per noi sono importanti. Ci sono gli investimenti sull’edilizia scolastica che sfiorano i dieci miliardi di euro e superano i livelli degli ultimi 30 anni. Ci sono le novità come la scuola digitale o l’alternanza scuola lavoro che aprono il futuro per i nostri ragazzi. Ci sono 700 milioni in tre anni per la scuola dell’infanzia, la Zero-Sei. Tutto questo verrebbe cancellato, anzi smantellato”.

 “Per ripartire da capo e non si capisce bene con quali soldi- dice ancora Renzi- visto che solo per coprire altre proposte a Cinque Stelle come reddito di cittadinanza e pensioni occorrono quasi 100 miliardi di euro. Ma davvero pensano che nessuno sappia fare due conti? Ok, l’algoritmo per i docenti del sud non ha funzionato come avremmo voluto, è vero. Ma quanto abbiamo investito noi nella scuola non lo aveva mai fatto nessuno. Vogliamo parlare di futuro? Ci siamo, a cominciare dal tempo pieno al Sud. Ma smantellare tutto ciò che è stato fatto sulla scuola perché lo abbiamo fatto noi è una scelta che fa male alla scuola e che fa male all’Italia. Qualcuno può smentirci, nel merito e non con gli slogan?”.

17 Gennaio 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»