lunedì 18 Maggio 2026

Molestie al teatro di Parma, dopo la sentenza la Regione Emilia-Romagna valuta di ritirare l’accreditamento

Dopo le tre le sentenze, dei Tribunali di Parma e di Bologna sui gravi fatti del 2019, la Regione Emilia-Romagna sta valutando di ritirare l'accreditamento del Teatro Due

PARMA – La Regione Emilia-Romagna valuta la revoca dell’accreditamento alla Fondazione Teatro Due di Parma, dopo lo scandalo su violenze e molestie da parte di un regista ai danni di sette giovani attrici nel 2019. Sono tre le sentenze, dei Tribunali di Parma e di Bologna, che hanno condannato al risarcimento delle vittime sia il regista sia lo stesso teatro per non avere garantito la sicurezza delle studentesse (per eventuali azioni penali erano già scaduti i termini). “La Regione verificherà il mantenimento dei requisiti di accreditamento per la formazione professionale sulla base della sentenza numero 474 del 2025 del Tribunale di Parma, sezione lavoro, con cui il Teatro Due è stato chiamato in solido al risarcimento del danno”, spiega infatti l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, rispondendo oggi in Assemblea legislativa all’interrogazione del consigliere regionale Fdi Priamo Bocchi.

La procedura di revoca, sottolinea Allegni, “prevede precise fasi di contestazione”. Per questo gli uffici regionali, “alla luce dei fatti emersi, attiveranno un procedimento destinato a verificare la sussistenza o meno delle cause di revoca“. Come Regione, aggiunge Allegni, “abbiamo preso atto del comunicato stampa del 6 dicembre scorso, con cui il Cda della Fondazione ha respinto integralmente le accuse di connivenza rispetto ai comportamenti del regista, contro cui ha già avviato un’azione legale, e comunica che ricorrerà in appello nelle parti che riguardano la posizione del teatro. Il Cda è ben consapevole della gravità dei fatti che risultano nella sentenza, ribadendo di essere da sempre schierato contro ogni discriminazione”.

La sentenza, commenta poi l’assessora, “rivela un quadro di molestie e violenze gravissimo, sconcertante e inaccettabile in ogni luogo e in ogni condizione, ma soprattutto in un contesto di formazione e di cultura. Come Regione esprimiamo ferma condanna per i fatti e piena solidarietà alle attrici, non intendiamo ignorare o sminuire in alcun modo la gravità di quanto avvenuto. Ci interroghiamo su come tutto ciò sia potuto accadere e su quali possano essere gli strumenti che scongiurino e prevengano il ripetersi di violenze ripugnanti e condotte spregevoli. Quindi mentre la giustizia farà il proprio corso, lavoreremo per trovare risposte e valutare ulteriori iniziative”.

La stessa Regione ricevette dall’associazione Amleta nel luglio 2021 una lettera in cui venivano denunciati i fatti. Nei giorni successivi, ricorda Allegni, fu informata l’autorità giudiziaria e ad agosto il teatro comunicò alla Regione di aver estromesso da ogni carica il regista accusato. Per Bocchi però è troppo poco. A suo dire serve la revoca dei fondi alla fondazione e le dimissioni in blocco di tutti i vertici del teatro. “La condanna e la solidarietà non bastano– afferma Bocchi rivolto alla giunta regionale- siete sempre pronti ad allestire gogne su una parola interpretata in modo strumentale, mentre qui ci si limita a fare il solito pippotto retorico sul tema, ma non si incide. Questa bomba è esplosa nelle vostre mani, in un ambito presidiato dalla vostra parte politica che dimostra ancora una volta un doppiopesismo su questo tema”.

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