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A Milano Torre Moro diventa “palazzo delle beffe”: dopo il rogo arriva l’Imu da pagare

incendio_Torre Moro
I residenti: 'Problema nazionale, ma il Comune poteva muoversi prima'
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Di Nicolò Rubeis

MILANO – Le famiglie residenti alla Torre dei Moro di Milano andata in fiamme lo scorso 29 agosto– fortunatamente senza vittime- dovranno pagare l’Imu per il 2021 sul fabbricato incendiato, per via di una norma nazionale che spiega come, per uno stabile inagibile, l’imposta sia comunque dovuta se risulta essere l’abitazione principale di un cittadino residente lì. E quindi, avendo perso il requisito di dimora, l’Imu dovrà essere saldata al 50%. La situazione viene illustrata alla ‘Dire’ dal portavoce del comitato dei residenti della Torre, Mirko Berti: “Abbiamo chiesto al Comune di Milano quale fosse il trattamento Imu per il 2021 e per gli immobili coinvolti nell’incendio”, spiega. Palazzo Marino, come riporta il portavoce, ha risposto citando “l’attuale normativa Imu”, che stabilisce appunto “per i fabbricati inagibili, la riduzione della base imponibile del 50% in relazione al periodo dell’anno durante il quale sussiste la condizione”, questo anche “per gli immobili che costituiscono l’abitazione principale del soggetto coinvolto”.

“Io come quasi tutti- continua Berti- non ho mai pagato l’Imu quando era sana in quanto prima casa, adesso che invece è andata a fuoco ce la chiedono al 50%“. La stortura normativa è nazionale, ma i residenti si rivolgono anche a Palazzo Marino, reo di non aver pensato a delle contromosse per scongiurare l’empasse. “Lo Stato, a inizio di ogni anno, dà le fasce delle aliquote dell’Imu in termini percentuali ai Comuni, concedendo loro delle deroghe”, spiega il portavoce degli inquilini. Ecco perché “il Comune di Milano, vista anche l’ultima delibera che ha fatto nei nostri confronti e trattandosi di un evento unico- osserva- poteva pensare a un provvedimento per aiutarci su questo problema”.

Ad ogni modo, secondo Berti “senza volontà politica le cose non si fanno, ed è troppo facile parlare dello Stato”. Per l’anno 2020 è infatti possibile deliberare un’aliquota ridotta allo zero per la fattispecie che comprende un determinato evento, come l’incendio della Torre: “Se quindi ci stanno dicendo che per il 2022 puoi deliberare- si chiede Berti- allora perché non l’hanno fatto prima?”. I residenti, in ogni caso, non hanno intenzione di pagare l’Imu (addebitata teoricamente per tutte le famiglie, con un’imposta che va dai 500 ai 1.000 euro circa), la cui scadenza era tra l’altro fissata per oggi. “Ormai siamo diventati il ‘palazzo delle beffe’- conclude Berti- ed è chiaro che adesso tutti noi non pagheremo”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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