Giovanna d’Arco, il coraggio delle ‘streghe’

Speciale 'Donne da ricordare'
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ROMA – Una santa, una guerriera, una condottiera bambina, un’eroina nazionale analfabeta, una strega eretica. Ha tutti questi volti Giovanna d’Arco, la figura che ricordiamo questo mese, nata nel 1412 e mandata al rogo a soli 19 anni. La ‘pulzella d’Orleans‘, questo il nome con cui e’ passata alla storia, durante la Guerra dei Cento Anni riesce a portare alla vittoria le truppe francesi, riscattandole dall’assedio inglese. Viene catturata e venduta agli inglesi che la processano per eresia e la mandano al rogo. Votata a Dio, al quale offre la sua verginita’, e’ la stessa Giovanna a raccontare negli interrogatori del processo per eresia le voci soprannaturali che l’avrebbero guidata nella sua missione salvifica. Prima di arrivare al comando delle truppe francesi, con un drappello al seguito, la ‘pulzella’ abbandona la sua casa contadina, si presenta al Delfino e dal Castello di Chinon fino a Poitiers supera tutti gli esami di fede ai quali viene sottoposta dai teologi del tempo.

Quella di Giovanna d’Arco e’ una guerra ed e’ una crociata. Supera le prove, non arretra, e arriva al comando delle truppe alle quali impone una vita quasi monastica e proprio in questo clima riesce ad alimentare la riscossa del popolo francese. Dopo Orleans, la campagna della Loira, l’esercito “della Consacrazione” arriva fino a Reims dove il 17 luglio 1429 viene consacrato re di Francia Carlo VII. Poi dopo altre prove sul campo di battaglia, la giovane ‘pulzella’, in abiti maschili, cade prigioniera nelle mani inglesi e dopo tre udienze pubbliche e tutte le altre a porte chiuse finisce nella spirale del crimine dell’eresia. L’atto di accusa: “Giovanna avrebbe bestemmiato, portato con sé una mandragora, stregato stendardo, spada e anello conferendo ad essi virtù magiche; oltre agli abiti maschili”. Giovanna muore asfissiata nella piazza del Mercato Vecchio di Rouen, in un abito bianco. Viene beatificata il 18 aprile 1909 da Papa Pio X e proclamata santa da Benedetto XV il 16 maggio 1920. E’ patrona di Francia, protettrice dei martiri e dei perseguitati religiosi, delle forze armate e di polizia. 

Giovanna d’Arco ha incarnato la sintesi impossibile di fede e armi, di liberazione e obbedienza mistica, di diritto alla guerra e alla pace, di martirio delle donne in quanto donne, come ben descritto in un apposito manualetto redatto nel 1487 da due domenicani tedeschi – Jacob Sprenger ed Henricus Institor – il Malleus Maleficarum, il Martello delle Streghe. Un’icona emblematica nelle sue contraddizioni. Quelle che non sfuggirono a Voltaire, che scatenandosi contro i benpensanti e gli ipocriti del suo tempo nel suo poema satirico dedicato alla ‘pulzella d’Orleans’ scrisse: “Sotto modesto femminile aspetto, in corto giubboncino ed in gonnella, d’un vero Orlando l’animoso petto ne’ perigli mostrò l’aspra donzella. Per mio spasso vorrei la sera in letto una Rosetta dolce come agnella; Giovanna d’Arco no; le die’ natura cuor di lione e mi faria paura”.

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16 Dicembre 2019
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