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‘Punire’ i non vaccinati: Toti e Fedriga all’attacco. Intanto Renzi e Conte si azzuffano

primo giorno green pass a Bologna
L'editoriale del direttore dell'Agenzia Dire Nico Perrone
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ROMA – Confesso che in matematica ero deboluccio. Però ricordo quella formuletta per cui cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia. Per questo mi ha fatto molto ridere la proposta avanzata dai Presidenti della Regione Liguria e del Friuli Venezia Giulia che se pur dicendo cose diverse alla fine puntano allo stesso risultato: se il contagio correrà e saranno necessarie restrizioni facciamole scontare ai non vaccinati e lasciamo liberi gli immunizzati.

Sentite Fedriga: “Non chiediamo maggiori restrizioni per i non vaccinati, ma che se ci saranno restrizioni per cambi di colore nelle regioni possano essere applicate per i non vaccinati. Quindi non vuol dire ‘chiudiamo per i non vaccinati’, ma che in presenza di chiusure generalizzate lasciamo più libertà ai vaccinati”, ha chiarito il presidente del Friuli Venezia Giulia. Come Regioni, ha detto Toti dalla Liguria “chiederemo che le misure restrittive legate alle fasce di colore, se devono valere per qualcuno, valgano per le persone che non hanno fatto il vaccino e non per le persone che lo hanno correttamente fatto”.

Da parte del Governo, intanto, è arrivata una prima rassicurazione dalla ministra Gelmini sulla durata del Green Pass, che resterà di un anno e non scenderà a 9 mesi come qualcuno aveva ipotizzato. Ma qualche cambiamento ci sarà, soprattutto sulla durata dei tamponi rapidi: quello molecolare dovrebbe durare 48 ore, solo 24 ore quello antigenico. Sul versante politico da segnalare l’uscita del presidente incaricato del M5S, Giuseppe Conte, e lo scontro diretto tra lui e Matteo Renzi, leader di Italia Viva. Per quanto riguarda Conte, l’uscita di oggi, stando ai commenti di chi frequenta la politica d qualche anno, ha dell’incredibile: al segretario Dem, Enrico Letta, che ha chiesto ai partiti di maggioranza di mettersi insieme al tavolo per trovare un accordo sulla manovra di bilancio, che la porti all’approvazione in tempi rapidi e senza intoppi, Conte ha detto sì ma… troviamo l’accordo pure sulla riforma della Costituzione. Come dire andiamo a piedi mano nella mano sulla Luna, qualcosa di impossibile nell’attuale fase politica. Un consiglio: cambiare il suggeritore, se esiste, o parlare prima con chi mastica da tempo e ha esperienza di politica.

Da ridere, se non piangere, la zuffa nata poi tra Renzi e Conte, con il leader di Italia Viva che lo ha ribattezzato ‘coniglio mannaro’. Forse per lui un’offesa, ma forse un complimento per Conte che si descrive come un Democristiano, considerato che ‘coniglio mannaro’ era il soprannome di Arnaldo Forlani, Dc purosangue e grande navigatore, che ha attraversato tutte le fasi politiche dello scorso millennio. A Renzi che poi lo sfida ad un confronto televisivo, Conte ha replicato così: “Da Renzi ci aspettiamo che trovi il tempo, tra un viaggio di affari e l’altro, per rispondere alle 13 domande su Open e sulla campagna di delegittimazione degli avversari, che il M5S gli ha posto”. Il leader di Italia Viva ha detto che risponderà in tv… “Renzi – ha detto Conte- pensa sia tutto uno show. Ma le questioni poste sono serie e gravi e vanno chiarite”. Ecco il commento di Renzi: “Conte è l’uomo più veloce del mondo quando si tratta di scappare. Quando è stato distribuito il coraggio, lui era in quarantena” ha detto.

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