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Donna trovata morta in una pozza di sangue nell’Ennese, la figlia confessa l’omicidio

carabinieri
In un primo momento aveva raccontato ai militari di un suicidio della madre. Ora è rinchiusa in carcere a Catania
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PALERMO – I carabinieri di Aidone, in provincia di Enna, hanno arrestato con l’accusa di omicidio la figlia dI una donna di 69 anni trovata morta questa mattina nel bagno della propria abitazione. La figlia, che in un primo momento aveva raccontato ai militari di un suicidio della madre, messa alle strette ha confessato quanto aveva commesso. La donna è stata rinchiusa in carcere a Catania. Sul corpo della 69enne sarà disposta comunque l’autopsia.

Alla base dell’omicidio ci sarebbe una lite tra madre e figlia. Ad avvertire questa mattina il 112 erano stati alcuni vicini del quartiere San Giacomo, nel centro storico di Aidone. Giunti sul posto, i carabinieri hanno trovato la vittima riversa in una pozza di sangue: la scena cozzava con la ricostruzione data dalla figlia, che aveva parlato di un suicidio della madre. A quel punto è intervenuto il personale specializzato del Nucleo investigativo di Enna e della Compagnia di Piazza Armerina per effettuare i rilievi tecnici e ricostruire quello che sin da subito non appariva come un suicidio. Informata la Procura, guidata da Massimo Palmeri, e con il coordinamento del sostituto Domenico Cattano, sono stati avviate le indagini che hanno svelato una realtà diversa da quella raccontata dalla 47enne. 

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