Webinar Luiss-Sciences Po: “Ripartiamo dai sogni dei giovani”

Presentata un'indagine Ipsos sui giovani italiani e francesi
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di Tommaso Meo

ROMA – I giovani italiani sono più severi verso il proprio Paese rispetto ai loro coetanei francesi, si sentono anche più sfiduciati verso il futuro, ma sono attenti all’ambiente e riconoscono il ruolo sociale delle imprese. Sono alcune delle tendenze emerse da un’indagine di Ipsos sui giovani italiani e francesi. Lo studio è stato presentato oggi durante un webinar dal titolo ‘I giovani e il loro futuro nel contesto del Covid-19’, seminario organizzato dall’Università Luiss Guido Carli insieme con Sciences Po e allo European House Ambrosetti, nell’ambito dei Dialoghi italo-francesi.

L’importanza dei giovani per la ripartenza del dopo-pandemia e’ stata sottolineata sia dal rettore della Luiss, Andrea Prencipe, che li ha definiti “centrali” nella ricostruzione, che dalla vicepresidente dell’ateneo romano, Paola Severino.
L’incontro è stato moderato dall’ex presidente del Consiglio italiano Enrico Letta, ora preside della Scuola di affari internazionali di Sciences Po. A illustrare i dati della propria indagine su mille giovani italiani e francesi sono stati i due curatori: Marc Lazar, professore sia a Parigi che a Roma, e Nando Pagnoncelli, sondaggista di Ipsos.

Per quanto riguarda la fiducia nel futuro, ha detto Pagnoncelli, “i giovani italiani si sentono molto più a rischio dopo l’emergenza sanitaria e pensano di avere molte meno possibilità di realizzare i propri sogni dei francesi. Tre italiani su quattro indicano anche come primo motivo che compromette la propria realizzazione la scarsa retribuzione del lavoro e al secondo posto la stabilità  lavorativa”.

Gli italiani e i francesi sono soddisfatti del loro percorso scolastico ed educativo, ma i primi si esprimono per l’83% positivamente sul ruolo della scuola nell’inserimento del mondo del lavoro contro il 68% dei secondi.

Parlando di fiducia nelle istituzioni, secondo Lazar, “sia da parte degli italiani che dai francesi si registra poca fiducia nelle politiche dell’Ue in economia e per giovani nonostante la molto citata generazione Erasmus”. Gli italiani però attribuiscono una grande valore alle esperienze all’estero, il 76% – molto piu’ dei transalpini – e addirittura il 71% degli italiani sarebbero disponibili a spostarsi ora e fare un’esperienza all’estero – per i francesi il dato è del 50%.

A colpire Letta, però, e’ stato “il grande numero” – tra il 60 e il 70% – di italiani e francesi non hanno fatto esperienze all’estero. “C’è una frattura tra chi è abituato a vivere in una maniera cosmopolita all’estero e chi no” ha sottolineato il preside della Scuola di affari internazionali di Sciences Po.
Questo dato, secondo Letta, “deve essere di monito per i politici del futuro”.
A saltare agli occhi e’ stata anche la trasversale attenzione verso l’ambiente. Se in Italia i giovani ritengono importante il ruolo sociale delle imprese, pero’, non e’ cosi’ in Francia. A commentare i dati anche il Ceo di Edison, Nicola Monti. “Sulla responsabilita’ sociale delle aziende dobbiamo lavorare” ha detto. “Un’azienda deve saper sempre piu’ trasferire un messaggio di responsabilita’ e sostenibilita’; dobbiamo rispondere in questo modo alle richieste dei giovani”.

 

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16 Novembre 2020
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