Europa Donna e Ibm: “Più conoscenza e prevenzione per mettere ko il tumore al seno”

D'Antona: "La patologia colpisce 1 donna su 8 ma si guarisce nel 95% casi"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA –  Sono 377mila le nuove diagnosi di tumore nel 2020; 6mila in piu’ rispetto allo scorso anno. Tra i tumori piu’ diffusi c’e’ quello del carcinoma della mammella che corrisponde al 14,6% di tutte le nuove diagnosi di tumore e che ha la prognosi migliore grazie a diagnosi precoci e cure di ultima generazione. Questi i numeri diffusi dall’Istituto superiore di sanità che sono stati al centro del seminario di welfare aziendale di questa mattina, promosso dalla Fondazione IBM con Europa Donna Italia e la moderazione di DireDonne.

I TEMI AL CENTRO DEL SEMINARIO

Molto si può fare, in termini di prevenzione, lavorando quotidianamente sui fattori di rischio modificabili che riguardano soprattutto corretta alimentazione e stili di vita attivi. Questo il messaggio emerso dall’incontro che la Fondazione Ibm ha voluto offrire ai dipendenti, uomini e donne, con il contributo di Europa Donna Italia che – ricordiamo – è l’associazione internazionale presente in 47 Paesi, attiva nell’advocacy per sostenere le donne nella prevenzione e nel percorso di cura durante la fase pre e post diagnosi di tumore al seno. Tanto le donne, quanto gli uomini, se pur in quota minore, possono essere esposti per familiarita’ o caratteristiche genetiche al tumore al seno ed e’ opportuno attraverso la conoscenza di se’, la prevenzione secondaria e trattamenti precoci approcciare il modo corretto il rischio.

L’IMPORTANZA DELL’INFORMAZIONE E DELLA PREVENZIONE

Alessandra Santacroce, Presidente di Fondazione IBM, ha aperto l’incontro: “In un periodo cosi’ delicato come quello che stiamo vivendo IBM conferma l’impegno e l’attenzione verso i propri dipendenti dedicando un approfondimento di salute che si pone come obiettivo di implementare maggiore consapevolezza e conoscenza sul tema. Due ingredienti fondamentali per prenderci cura della nostra salute e di chi ci circonda”.

Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia, ha aggiunto: “La Presidente di Fondazione IBM ha usato una parola chiave che e’ ‘consapevolezza‘ strategico per agire su tutti i fronti. Bisogna essere consci del proprio stato di salute e interessarsene in prima persona. La prevenzione è fondamentale a maggior ragione per quelle persone che in famiglia hanno avuto casi pregressi, loro per primi devono controllarsi. ‘Quando si ammala una donna si ammala tutta la famiglia’, cito una frase che non e’ mia, ma che sposo in pieno. Questa infatti e’ una patologia che colpisce 1 donna su 8 ma oggi nel 95% dei casi è curabile ma bisogna fare prevenzione. La nostra e’ una coalizione europea di advocacy, nata da un’intuizione lungimirante del Professor Umberto Veronesi, e che si pone come obiettivo la prevenzione e la cura del tumore al seno presso le Istituzioni. Siamo in 47 paesi e abbiamo una rete capillare sul territorio nazionale e lavoriamo in appoggio agli ospedali, alla rete dei clinici e rispondiamo alle esigenze di tutte le donne che hanno necessita’ in questo senso. Sul territorio nazionale siamo sostenuti da 157 associazioni iscritte di caregiver”.

Venendo all’emergenza sanitaria, D’Antona ha sottolineato: “A causa dell’emergenza Covid i controlli o le prime visite per le altre patologie, non solo oncologiche, stanno subendo ritardi e per questo come associazione stiamo dando alle singole persone che ce ne fanno richiesta o ad altre associazioni indicazioni per i centri dedicati all’oncologia, quelli che sono oggi gli ospedali Covid free secondo le differenti disposizioni regionali. Chi fosse alla ricerca di informazioni in tal senso puo’ consultare il sito www.europadonna.it“. “In un periodo dove la teleassistenza e’ fondamentale anche noi di Europa Donna Italia abbiamo una chatbot dove Edi, la nostra assistente virtuale, e’ a disposizione per fornire assistenza da remoto a tutte le donne che hanno necessita’ di informazioni su esami, cure e nutrizione 24 ore su 24″, ha concluso la Presidente di Europa Donna Italia.

FILIPPONE (GEMELLI): “DIECI CONSIGLI PER PREVENIRE TUMORE CON CIBO”

 “Noi siamo quello che mangiamo” asseriva il filosofo Feuerbach. In realta’ il cibo influenza il corpo ma anche la nostra mente e puo’ svolgere un ruolo importante nel prevenire alcune malattie come i tumori. Di questo ha parlato Alessio Filippone, Ph. D. del Centro integrato di Senologia del ‘Dipartimento Scienze per la Salute della Donna e del Bambino’ Fondazione Policlinico Gemelli, nel corso dell’incontro promosso da Fondazione Ibm e Donna Europa Italia all’interno della relazione ‘La prevenzione individuale: stili di vita e alimentazione’.

“L’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione oncologica. E’ un comportamento- spiega l’esperto- che esercita una grande influenza. Piu’ di un terzo dei tumori al seno si puo’ prevenire attraverso una corretta alimentazione. Le regole da seguire non sono difficili, basta ricordare le 10 raccomandazioni mondiali per la prevenzione del tumore. La prima e’ mantenersi snelli per tutta la vita, l’indice di massa corporea e’ fondamentale e non va considerato solo il peso. Nei casi di sovrappeso ed obesita’ bisogna combattere il problema. Per questo e’ da evitare una vita sedentaria e aumentare il dispendio energetico. Sono raccomandati 30 minuti di attivita’ fisica al giorno. Ci si puo’ aiutare scaricando una’app contapassi. Il tetto dei 10mila passi al giorno ci aiuta a capire se si ha una vita sedentaria oppure no, non si deve andare al di sotto”.

Si devono eliminare i cibi ad alta intensita’ calorica e le bibite zuccherate– prosegue Filippone- perche’ gli zuccheri aumentano l’insulina a basso indice glicemico. Importante consumare frutta, verdura, cereali e legumi all’interno della dieta quotidiana. Limitare il consumo di carni rosse e conservate al di sotto dei 400 g a settimana cioe’ due porzioni di carne a settimana, come consigliato dalla dieta mediterranea. Le fonti di proteine vanno variate e sono costituite da carni bianche, uova, pesce e formaggio nelle giuste porzioni e vanno ruotate all’interno del menu’ settimanale. Limitare il consumo di sale e non oltre i 5 g al giorno ed infine condire solo con olia extravergine di oliva”. “Queste indicazioni aiutano non solo nella prevenzione ma anche per evitare il rischio di recidive nel tumore. La dieta mediterranea, di cui quest’anno si festeggia il decennale, e’ dimostrato che e’ fondamentale nell’incidenza della prevenzione del tumore del seno”, conclude Filippone.

SVEGLIATI (SAN CAMILLO): “PREVENZIONE K SENO AUTOPALPAZIONE E CONTROLLI”

Quale sono i numeri del tumore alla mammella in Italia, ogni quanto e’ bene fare i controlli? Qual e’ il rischio per le donne che hanno o hanno avuto un caso di malattia pregressa in famiglia? Devono sottoporsi ad esami diversi? La relazione di Francesca Svegliati, Uosd Diagnostica per immagini in senologia e referente della Breast Unit dell’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, ha relazionato su “I numeri del tumore al seno e la diagnosi precoce”, nel corso dell’evento promosso da Fondazione Ibm e Donna Europa Italia per rispondere proprio a queste domande. “Che cos’e’ il tumore alla mammella? E’ un’anomala proliferazione di cellule- spiega la Svegliati- del tessuto mammario. La neoplasia si differenzia in vari stadi. Nel 2019 sono stati diagnosticati 53mila nuovi casi di tumore alla mammella; questo solo per dare l’idea del numero del problema in Italia. Questo tipo di tumore e’ il primo ad essere diagnosticato e rappresenta il 14% di tutti i tumori diagnosticati sia negli uomini che nelle donne, e il 30% di tutti tumori diagnosticati nelle donne. Dai 0 a 49 anni, il tumore alla mammella rappresenta il 41% di tutti i tumori diagnosticati. In Italia ci sono 800mila donne che hanno avuto una diagnosi di tumore alla mammella e rappresentano il 43% di tutte le donne con una pregressa diagnosi di tumore. E 37mila di queste sono affette da tumore alla mammella metastatico. Se una donna 1 su 8 nel corso della vita si ammala di tumore al seno, anche gli uomini hanno la possibilita’ di ammalarsi. Dunque 1 uomo su 565 si ammala di tumore al seno. Gli uomini maggiormente a rischio sono coloro che hanno una familiarita’ o presentano una mutazione genetica. E quindi questo fa comprendere come la prevenzione e’ importante anche tra gli uomini”.

“Se abbiamo visto quali sono fattori di rischio non modificabili nell’uomo- prosegue l’esperta- questi si presentano anche nella donna e sono rappresentati: dall’eta’, dalla densita’ mammaria, da un precedente trattamento radioterapico, da una familiarita’ o se si e’ state affette da una patologia maligna precedente. Dagli ultimi studi poi e’ stato dimostrato come le donne che presentano un seno denso, hanno la possibilita’ dalle 2 alle 6 volte in piu’ di ammalarsi e quindi hanno la necessita’ di maggiore sorveglianza spesso ad un anno. Man mano che aumenta l’eta’ fino a 69 anni successivamente il rischio decresce. La fascia dai 50 ai 69 anni il rischio e’ maggiore ecco perche’ e’ l’eta’ target sulla quale e’ previsto dal Ssn lo screening organizzato. Inoltre la familiarita’ incide del 7% sulle diagnosi costituisce tumori ereditari con mutazione genetica che hanno una elevata possibilita’ di ammalarsi.

Come impatta la mutazione genetica?

“Molto- prosegue la dottoressa Svegliati- Le donne affette da mutazione Brca1 presentano un tumore con caratteristiche biologiche che lo rendono piu’ aggressivo. Tali donne hanno maggiore possibilita’ di recidive e si ammalano di carcinoma ovarico. L’espressione Brca2 da’ comunque la possibilita’ di ammalarsi di piu’ di cancro al seno dal 20 al 40%, ma inferiore a coloro che presentano la mutazione Brca1. La mutazione Brca2 colpisce inoltre il 6% di pazienti uomini che si ammalano di carcinoma mammario. A tal proposito e’ partito nella regione Lazio lo screening per consulenza genetica per individuare i cluster familiari con mutazione affinche’ il percorso di cure sia personalizzato”.

“Oggi la mortalita’ si e’ abbassata perche’ si cura prima e meglio. La diagnosi precoce e l’avvio dei programmi di screening, nuovi trattamenti e strutture specializzate oggi- ribadisce- sono strumenti vincenti che abbassano notevolmente il rischio di mortalita’ per questa patologia. Le donne con sintomi percio’ devono essere prese in carico in strutture specializzate. Nella Regione Lazio sono presenti 15 breast unit per la presa in carico e trattamento della donna con tumore seno”.

Qual e’ il percorso di sorveglianza che tutte le donne dovrebbero seguire?

“Le donne a basso rischio- prosegue l’esperta- devono fare autopalpazione del seno una volta al mese, dai 25-40 anni e’ necessario sottoporsi ad una ecografia e visita annuale, dai 40 ai 50 ad mammografia e visita, dai 50 ai 69 anni mammografia con inserimento all’interno dei programmi di screening con controllo biennale. Mentre le donne ad elevato rischio devono seguire un programma diverso e piu’ stringente, spesso all’esame clinico si associa una ecografia semestrale associata al una RM annuale in tutte le fasce d’eta’ all’interno di centri senologici e breast unit. La mammografia e’ l’indagine di prima scelta e che e’ in grado di ridurre la mortalita’ per il tumore alla mammella”. 

 

 

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

16 Novembre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»