Toti: “Se i dati continuano a migliorare conto di cominciare a riaprire per l’8 dicembre”

"Se i contagi continueranno a scendere e gli ospedali torneranno a prendere fiato, chiederemo al governo i tornare zona gialla", dice Toti
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GENOVA – “Se entro la fine del mese, l’indice Rt scende sotto l’1 e i ricoveri continuano a scendere, con un’ulteriore settimana di zona franca, per il ponte dell’Immacolata potremmo ragionare di interventi ampliativi delle misure prese finora. Se stiamo attenti e ci concentriamo per fare le cose per bene, credo che per l’Immacolata qualcosa potrà tornare a riaprire”. Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a “Un giorno da pecora” su Radio 1 Rai.

“Per adesso, serve sicuramente ancora qualche giorno di fascia arancione– ammette il governatore- ma non prendo neanche in considerazione la fascia rossa per la Liguria: l’Rt è intorno a 1,06-1,07, la curva dei contagi sta scendendo e, con qualche giorno di ritardo, anche quella dei ricoveri. Poi, inizieranno a scendere anche quella delle terapie intensive e dei decessi. Questa settimana è fondamentale per la stabilizzazione dei dati e per avere una tendenza più chiara per il futuro”.

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“SE OSPEDALI RIFIATANO, CHIEDERÒ LIGURIA TORNI GIALLA”

Questa settimana sarà determinante: la curva del contagio sta scendendo e se questo andamento si confermerà e gli ospedali torneranno a prendere fiato, chiederemo al governo di essere inseriti nella zona gialla”, scrive ancora Toti in un post su facebook. Il governatore ringrazia “medici, infermieri e tutto il personale sanitario per i sacrifici, l’impegno e la dedizione che stanno dimostrando, ancora una volta, nella lotta al virus”. Il governatore cita una delle frasi più celebri di Patch Adams: “Quando curi una malattia puoi vincere o perdere, quando ti prendi cura di una persona puoi solo vincere”.

Infine, esorta tutti a impegnarsi “per la nostra salute, per chi lotta in prima linea dentro e fuori dagli ospedali, per chi aspetta di tornare al lavoro per mantenere la propria famiglia. Tutti possiamo fare la nostra parte, coraggio Liguria”.

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“TROPPI DATI, RISCHIO CONFONDERE QUELLI IMPORTANTI”

“Scegliamo sulla base di parametri molto vecchi rispetto all’andamento dell’epidemia, un castello gigantesco di dati la cui utilità totale mi perplime. E’ un cruscotto di comando con tante spie: talvolta, si rischia di fare confusione tra quelle importanti e quelle che lo sono meno”, dice Toti parlando dei dati analizzati dall’Istituto superiore della sanità e dal ministero della Salute per decidere la classificazione di rischio nelle varie Regioni.

“La macchina sta andando a 150 all’ora e, ogni secondo che passa, cambia lo scenario che abbiamo fuori dal finestrino- aggiunge il governatore- prendiamo dati di due settimane prima perché aspettiamo 21 parametri, alcuni dei quali non so quanto senso abbiano ancora di fronte alla progressione della pandemia, come la capacità di tracciamento e i cluster conosciuti o sconosciuti”. Infine, Toti invita a non “trasformare i colori in una sorta di pagella, altrimenti diventa non solo qualcosa di sgradevole, ma anche di particolarmente ingiusto”, di fronte al lavoro di molti esperti chiamati a raccogliere quotidianamente una grande mole di dati.

NATALE SOBRIO MA PERMETTERE A FAMIGLIE DI VEDERSI

“Sarà un Natale tra mille preoccupazioni e sobrio. Ma il Natale è fatto di incontri tra le famiglie, ci sarà bisogno di allargare un po’ il cordone per permettere alle persone di vedersi. E, poi, vale un pezzo importante dei consumi”, afferma ancora Toti nell’intervista a Radio 1. “Non sono tra quelli che criminalizza l’estate- prosegue il governatore- senza le aperture che ci sono state, non avremmo recuperato dieci punti di Pil e molte categorie sarebbero ancora più in difficoltà di quanto non siano ora. Non credo che tenere i locali aperti abbia inciso più di tanto sulla crescita della pandemia”.

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16 Novembre 2020
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