La Notte dei Ricercatori di Bologna sarà online: inaugura Paolo Nespoli

Sono oltre 250 i ricercatori che parteciperanno alla Notte 2020. Tutti i video e i materiali delle attività resteranno disponibili sulla piattaforma per un anno
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BOLOGNA – Sarà l’astronauta italiano Paolo Nespoli ad aprire “La Notte dei Ricercatori 2020” a Bologna e nei Campus della Romagna, che quest’anno trasloca online. L’inaugurazione (sulla piattaforma web dedicata) è in programma il prossimo 27 novembre, alle 18, alla presenza del rettore dell’Alma Mater di Bologna, Francesco Ubertini, e dei vertici di Cineca, Cnr, Infn, Inaf e Ingv. A seguire il collegamento con Nespoli, che parlerà della ricerca scientifica nello spazi.

Titolo dell’edizione di quest’anno è “Society Next-Beyond Horizon”, cioè oltre l’orizzonte, per “mostrare a tutti l’importanza della ricerca per vincere le sfide più difficili e dare speranza nel futuro”. Sono oltre le 100 stanze virtuali allestite per permettere alle persone, dal divano di casa, di assistere a esperimenti, laboratori, incontri, presentazioni di ricerche, quiz e giochi, sia per adulti sia per bambini, ai quali basteranno forbici, cartone, colla, matite colorate e cutter (alcune attività sono su prenotazione). Tutti i video e i materiali delle attività resteranno disponibili sulla piattaforma per un anno. Sono oltre 250 i ricercatori che parteciperanno alla Notte 2020. Non mancherà naturalmente il tema caldo del momento. La pandemia da covid-19 sarà affrontata da vari punti di vista: dall’analisi del virus alle fake news, dalle cure al vaccino, dagli strumenti di sanificazione al supercomputer del Cineca, che in pochi mesi di lavoro ha individuato la molecola in grado di arrestare l’avanzata del virus, scoprendo che è già presente in un farmaco in commercio contro l’osteoporosi. Si tratta del reloxifene, che lo Spallanzani di Roma sta testando su 450 pazienti (anche l’ex Silvio Berlusconi è stato curato con quel medicinale). 

La Notte dei Ricercatori 2020 non sarà però solo dedicata al covid. Gli studiosi parleranno anche di ambiente e cambiamenti climatici, di cibo e di medicina (ad esempio le terapie contro i tumori usando la luce), di intelligenza artificiale e di studio delle grotte, di stelle, meteoriti e raggi cosmici. Sarà possibile ad esempio guardare il cielo in collegamento con l’osservatorio di Loiano o fare una visita (virtuale) alla sala macchine del supercomputer del Cineca.

“Vogliamo dare un segnale forte- spiega Eugenio Scapparrone dell’Infn- che la ricerca non si ferma, neanche con la pandemia, anche sulla comunicazione“. Sarà quindi “uno sforzo per far comunque toccare con mano alle persone” il lavoro dei ricercatori, afferma Roberto Zamboni del Cnr. La modalità online è una novità che potrebbe non sparire al termine della pandemia. “Nel dramma- sottolinea il prorettore alla ricerca dell’Alma Mater di Bologna, Antonino Rotolo- abbiamo trovato un modo per proiettarci nel futuro e trovare nuove forme di comunicazione”. L’edizione 2020 “è un modello anche per altre modalità”, conferma David Vannozzi, direttore generale del Cineca. “Abbiamo bisogno che dalla scienza in questo momento vengano parole chiare e ci sia voglia di incontrare la popolazione”, chiosa Matteo Lepore, assessore alla Cultura del Comune di Bologna.

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16 Novembre 2020
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