Le inchieste di ‘Report’, dal vaccino alle app di tracciamento passando per Tiktok

Quale partita economica e geopolitica si nasconde dietro la corsa al vaccino? Questa e altre domande al centro del programma in onda su Rai 3
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ROMA – Lunedì, 16 novembre, nuovo appuntamento con le inchieste di “Report”. Al centro ancora una volta il Coronavirus, con il reportage “La guerra del vaccino” di Manuele Bonaccorsi (con la collaborazione di Marzia Amico e Lorenzo Vendemiale). In settimana sono arrivati gli ennesimi annunci sull’arrivo del vaccino, il traguardo sembra vicino. Ma quale partita economica e geopolitica si nasconde dietro la corsa al vaccino? Report racconterà il “nazionalismo del vaccino”, la concorrenza tra potenze mondiali per arrivare alla prima, preziosissima dose. Un business che vale miliardi, affidato tutto ai privati, che saranno proprietari del brevetto e intanto volano in borsa. Mentre il pubblico finanzia la ricerca e se ne prende i rischi, firmando contratti segreti e pagando in anticipo un prodotto che ancora non esiste. Con interviste esclusive e documenti riservati, Report svelerà come “Big Pharmaha provato a trasferire sugli stati gli oneri per i risarcimenti in caso di difetti e reazioni avverse. In questo scontro tra giganti, si muove anche l’italiana Advent S.r.l, la società che fa capo a Piero Di Lorenzo e che sta collaborando al vaccino di Oxford-Astrazeneca, che potrebbe essere uno dei primi a ricevere l’approvazione. Ma l’Italia ha voluto anche imbarcarsi nell’impresa di realizzare un “vaccino tricolore”: ad agosto è iniziata all’Istituto Spallanzani di Roma la sperimentazione del candidato prodotto dalla società ReiThera. Report ha seguito le sue orme, partendo dall’intuizione di alcuni scienziati nel lontano 2004 e arrivando fino in Svizzera. Per scoprire, alla fine, che il vaccino italiano finanziato dal governo forse non è poi così italiano.

A seguire “Mr. Vaccino” di Chiara De Luca con la collaborazione di Edoardo Garibaldi. Report è entrato nell’azienda italiana che sta producendo insieme a Oxford e Astrazeneca il vaccino per il Covid.19. L’Irbm gestisce anche una collezione di composti chimici, lasciata in eredità dalla multinazionale farmaceutica Merck, che viene manutenuta dallo Stato attraverso un consorzio pubblico-privato, il CNCCS. Ma la collaborazione con Oxford come è nata?

Poi il reportage “Tutti pazzi per l’app” di Lucina Paternesi con la collaborazione di Alessia Marzi. Non solo Immuni: durante i mesi più bui della pandemia in Italia sono spuntate come funghi applicazioni di telemedicina per gestire i pazienti a distanza ma anche brutte copie dell’app di Stato: quelle di Lazio, Lombardia, Bergamo città, ora anche del Veneto di Zaia e soprattutto di Sicilia e Sardegna. App invasive, che spesso utilizzano il gps e che, in base alle ordinanze regionali, sembrano obbligatorie per poter andare in vacanza nelle due isole. Ma sono legittime? Se per Immuni il Garante per la privacy ha stabilito la volontarietà e l’uso del Bluetooth, le app regionali possono essere obbligatorie e tracciare i turisti col Gps? Tra affidamenti senza bandi e bug tecnologici, erano proprio necessarie altre app fatte a spese dei contribuenti?

Infine, l’inchiesta “Chi ha paura di Tiktok?” di Giuliano Marrucci con la collaborazione di Eleonora Zocca. Con due miliardi di download in poco più di due anni Tiktok si sta affermando come la piattaforma social con la più rapida diffusione di sempre. Per capire come funziona Giuliano Marrucci ha coinvolto la nonna di 93 anni, l’ha vestita da trapper all’ultima moda, ha lanciato un nuovo profilo ad hoc, e in pochi giorni ha raggiunto numeri da capogiro. Fino a quando dagli Usa non è arrivato l’altolà. Ma come ha fatto un social dove i ragazzini condividono video di balletti e di sketch comici a diventare il cuore di uno dei conflitti geopolitici più caldi degli ultimi decenni?

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16 Novembre 2020
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